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BONUS VERDE 36%

LEGGE DI BILANCIO 2018 - BONUS VERDE 36%
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LA FIGURA DEL MANUTENTORE DEL VERDE SANCITA DALL'ACCORDO STATO REGIONI DEL 22 FEBBRAIO 2018

12 APRILE 2018 - Convegno presso la Sala Conferenze in Cna Ferrara alle ore 18.30 
Introduzione
Carletti Paolo - Portavoce Territoriale "Manutentori del Verde/Giardinieri" CNA Ferrara
Relazione
Rita Tosi - Responsabile Settore Fiscale CNA Ferrara
Intervento Ecipar Ferrara: La formazione Obbligatoria per il settore della Manutenzion edel Verde
Conclusioni
Lorenzo Folli - Responsabile Servizi alla Comunità

Per maggiori informazioni, Lorenzo Folli Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Scheda convegno

Convegno a Codigoro su Oli e Additivi: I Soliti Ignoti

Convegno su Oli e Additivi a Codigoro il 13 marzo alle 20.30

Negli ultimi 30 anni esigenze ambientali hanno condizionato molto le scelte dei costruttori, obbligando anche i produttori di carburanti e lubrificanti a modificare i loro prodotti.

Oggi le offerte dei produttori di lubrificanti ed additivi sono sempre più pressanti, con molte argomentazioni tecniche, ma il meccanico spesso non è in grado di comprendere a fondo quali differenze gli vengono proposte.

L'incontro tecnico, organizzato da CNA, in collaborazione con Syneco Spa, si focalizzerà sulla natura dei fluidi e la loro evoluzione. Lo scopo è quello di portare il meccanico a conoscere meglio oli ed additivi, anche attraverso le analisi, il loro corretto impiego e le tipologie di applicazione.

Ci sarà inoltre ampio spazio per affrontare tutte le domande: quali viscosità, sintetico o minerale, reale efficacia degli additivi, etc.

Il convegno si terrà il 13 Marzo alle 20.30 presso la sede di Cna a Codigoro

Programma

Ore 20.30 Registrazione partecipanti

Ore 21.00 Saluti di Devid Fiorini - Presidente CNA Autoriparazioni di Ferrara

                 Introduzione di Lorenzo Folli - Responsabile  CNA Autoriparazioni di Ferrara

Ore 21.15 Relazione di Angelo Galli - Syneco Spa

Ore 22.15 Domande & Risposte

 

Per maggiori informazioni, potete contattare Lorenzo Folli, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.   Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Promozione fiscale per gli Autoriparatori per il 2018

AUTORIPARATORI Solo80 

Alle attività di autoriparazione è riservata una promozione esclusiva per l'anno 2018:

- Se hanno un fatturato tra 50.000€ e 80.000€ all'anno  con soli 80€ al mese si usufruisce di un pacchetto servizi. 
Se hanno un fatturato tra 80.000€ e 180.000€ all'anno con soli 130€ al mese si usufruisce di un pacchetto servizi

Il pacchetto servizi comprende:
Il Servizio di contabilità semplificata e consulenza fiscale per 1 anno
+ il Servizio di Assistenza al Contenzioso tributario per la gestione dei rapporti con l'Amministrazione finanziaria (per studi di settore, redditometro,...)
1 corso di formazione nell'anno 2018 tra quelli promossi da ECIPAR (Ente di formazione di CNA)
+ 1 consulenza del nostro esperto del settore Autoriparazioni
+ 1 consulenza legale messa a disposizione dal pool di avvocati convenzionati con CNA.

L'offerta è valida solo per i nuovi clienti.

Se sei interessato alla promozione contatta la Sede CNA di tuo riferimento

Puoi avere avere maggiori informazioni sul nostro servizio di Consulenza fiscale e tenuta contabilità e di Assistenza al contenzioso
Se invece vuoi saperne di più sui corsi di formazione clicca qui e trovi il sito di Ecipar, Ente di formazione di CNA.
Per conoscere l'attività dell'Unione di Mestiere Servizi alla Comunità che ti può offrire della consulenza dis ettore clicca qui 
Per sapere chi sono i legali convezionati con CNA che ti offrono una consulenza gratuita clicca qui

 

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Gestione Pneumatici Fuori Uso (PFU): nuovi importi dei contributi per il Consorzio Ecotyre per il 2018

Sono stati pubblicati oggi nel sito internet del Consorzio Ecotyre, i nuovi importi dei contributi ambientali per il 2018 da applicare fino al 31/12/2018 per la gestione dei pneumatici fuori uso (PFU) nel mercato del ricambio del Consorzio Ecotyre.

I nuovi importi, sensibilmente aumentati rispetto a quelli precedenti, sono consultabili nella Sezione "Il sistema di gestione PFU", selezionando "Contributo ambientale" e nella tabella allegata.
In merito al contributo ambientale PFU ricordiamo che:
- l'importo è fissato in Euro/pneumatico (IVA esclusa) a seconda delle diverse tipologie e del peso dei pneumatici;
- l'importo del contributo deve essere indicato sul documento fiscale (fattura/scontrino fiscale/ricevuta fiscale) di vendita dei pneumatici in riga separata, con la seguente dicitura "contributo ambientale ai sensi dell'art. 228 del D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152", in tutti i passaggi di commercializzazione dei pneumatici nel mercato del ricambio fino al consumatore finale (produttore/importatore pneumatico -> distributori -> gommista/autoriparatore -> utente finale).

Fonte: sito Ecotyre (www.ecotyre.it )

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Meccatronica: proroga di ulteriori 5 anni per la regolarizzazione

Per le imprese di autoriparazione in attività al 05/01/2013 e abilitate ad una sola delle ex sezioni "meccanica motoristica" o "elettrauto" il periodo transitorio è prorogato da 5 a 10 anni.

Tali imprese devono conseguire il requisito per l'attività di meccatronica entro il 04/01/2023 anziché entro il 04/01/2018.
Le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano hanno tempo fino al 1° luglio 2018 per attivare i corsi regionali per le attività di meccatronica, carrozzeria e gommista.
I responsabili tecnici delle imprese già abilitate ad una sola delle sezioni ed in attività alla data del 05/01/2013, che frequentano con esito positivo i corsi attivati dalle regioni e dalle province autonome, conseguono immediatamente l'abilitazione mancante, vale a dire senza la necessità di completare la formazione con 1 anno di pratica professionale presso una impresa del settore come ordinariamente previsto.
Seguiranno approfondimenti.
Riferimento: Comma 1132 della Legge 27 dicembre 2017, n. 205 "Legge di Bilancio 2018".

N.B.: come CNA avevamo chiesto una proroga di 1 anno, ma nel calderone degli oltre 650 emendamenti presentati, il testo finale ha riportato una proroga di 5 anni. Tutto questo a discapito di chi si è regolarizzato per tempo, investendo il proprio tempo e denaro. CNA ha già espresso nelle sedi opportune, il proprio disappunto.
Invitiamo ugualmente le imprese a regolarizzarsi quanto prima, iscrivendosi ai corsi organizzati da Ecipar ( vedi locandina con modulo di iscrizione ), in quanto in futuro non è dato sapere se vi saranno le condizioni per poter organizzare detti corsi.

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Gestione PFU derivanti da demolizione veicoli: i nuovi contributi per l'anno 2018

E' stato pubblicato sul sito del Ministero dell'Ambiente il decreto che fissa, per ogni tipologia di veicolo, l'entità dei contributi per l'anno 2018 relativi alla gestione dei pneumatici (PFU) derivanti da demolizione di veicoli.

I nuovi importi si applicheranno dal 5/1/2018 e da questa data i rivenditori di veicoli dovranno riscuotere il contributo PFU, sulla base dei nuovi valori fissati dal decreto e presenti nella tabella pubblicata nella sezione News del sito http://www.pneumaticifuoriuso.it .

Rispetto ai contributi dello scorso anno, applicati a partire dal 16/2/2017, i nuovi contributi per il 2018 sono aumentati per tutte le categorie di veicoli interessati.

Per i pneumatici di:
- ciclomotori e motoveicoli - categoria A1 (ciclomotori, motocicli, motocarri, ecc.) si passa da 0,42 a 0,78 (Euro/Veicolo);
- autoveicoli e relativi rimorchi - categoria B1 (autovetture, autovetture per il trasporto promiscuo, autocaravan, ecc.) si passa da 2,74 a 5,17 (Euro/Veicolo);
- autocarri, autobus - (autotreni, auto snodati, auto articolati, filoveicoli, trattori stradali, ecc.) si passa:
> per la categoria C1 da 10,73 a 19,74 (Euro/Veicolo);
> per la categoria C2 da 19,82 a 36,44 (Euro/Veicolo);
- macchine agricole, macchine operatrici, macchine industriali (trattori, escavatori, ecc.) si passa:
> per la categoria D0 da 0,48 a 1,01 (Euro/Veicolo);
> per la categoria D1 da 2,13 a 4,43 (Euro/Veicolo);
> per la categoria D2 da 3,80 a 7,90 (Euro/Veicolo);
> per la categoria D3 da 9,96 a 20,70 (Euro/Veicolo);
> per la categoria D4 da 21,72 a 45,17 (Euro/Veicolo);
> per la categoria D5 da 32,58 a 67,75 (Euro/Veicolo);
> per la categoria D6 da 63,35 a 131,75 (Euro/Veicolo).

 

Guarda anche Gestione Pneumatici Fuori Uso (PFU): nuovi importi dei contributi per il Consorzio Ecotyre per il 2018

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Trasformazione a Gpl e metano, dal 16 novembre gli incentivi ICBI aprono agli Euro 4. L’iniziativa carburanti a basso impatto è attiva in oltre 680 comuni.

Trasformazione Gpl e metano: incentivi ICBI anche per Euro 4
Trasformazione a Gpl e metano, dal 16 novembre gli incentivi ICBI aprono agli Euro 4. L'iniziativa carburanti a basso impatto è attiva in oltre 680 comuni.
Riaperte le prenotazioni sul sito del Consorzio Ecogas per godere degli incentivi ICBI, ma c'è una novità. Da oggi 16 novembre gli ecoincentivi ICBI per trasformare a metano e GPL gli autoveicoli cambiano, come stabilito dal decreto direttoriale n. 509 dell'8 novembre del Ministero dell'Ambiente, Direzione generale per il clima e l'energia, Divisione II.
Viene infatti data la possibilità di convertire a gas usufruendo dell'incentivo statale anche gli automezzi privati Euro 4 alimentati a benzina, mentre vengono esclusi gli Euro 2.
La decisione è stata presa di comune accordo con il comune di Parma capofila della Convenzione di oltre 680 comuni che aderiscono all'iniziativa considerando l'attuale parco auto circolante e le zone di interdizione al traffico per alcune tipologie di vetture, regolate da comune a comune con differenti criteri.
Le risorse residue disponibili – quasi 900.000 euro - sono assegnate cumulativamente alle azioni previste e non c'è quindi alcuna ripartizione tra le tipologie di contributo erogate, che sono le seguenti:
• Incentivo € 500 (€ 350 a carico del fondo ICBI e € 150 a carico dell'officina richiedente) per installazione impianti GPL su automezzi privati Euro 3 – 4 alimentati a benzina
• Incentivo € 650 (€ 500 a carico del fondo ICBI e € 150 a carico dell'officina richiedente) per installazione impianti metano su automezzi privati Euro 3 – 4 alimentati a benzina
• Incentivo € 750 per installazione impianti GPL su veicoli commerciali Euro 3-4-5 alimentati a benzina
• Incentivo € 1.000 per installazione impianti metano su veicoli commerciali Euro 3-4-5 alimentati a benzina
• Incentivo € 750 per installazione impianti GPL su veicoli commerciali con alimentazione diesel
• Incentivo € 1.000 per installazione impianti metano su veicoli commerciali con alimentazione diesel.
Dal 16 novembre, non saranno più accettate eventuali pratiche di trasformazione di autovetture di tipologia Euro 2, che potranno ricevere l'incentivo ICBI se prenotate presso le officine entro la data del 15 novembre 2017.
"Per usufruire dell'incentivo – ha spiegato Alessandro Tramontano, presidente del Consorzio Ecogas - il cittadino residente in un Comune aderente ad ICBI, ricordo che sono oltre 680, deve recarsi presso uno degli installatori aderenti all'iniziativa per la trasformazione del veicolo e l'officina, dopo aver verificato che veicolo e intestatario della carta di circolazione siano in possesso dei requisiti necessari, prenota via internet il contributo tramite la procedura messa a disposizione sul sito www.ecogas.it."
Il beneficiario fruisce dell'incentivo tramite uno sconto riportato direttamente in fattura.
Complessivamente l'iniziativa ICBI, che è una delle misure messe in atto dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare per ridurre l'inquinamento atmosferico, a partire dal 2001 ha reso possibile l'erogazione di oltre 44 milioni di euro di ecoincentivi per effettuare la conversione a GPL e metano.
Sul sito del Consorzio Ecogas - www.ecogas.it (al link http://www.ecogas.it/ICBI2016/index.html ) - che contribuisce alla gestione operativa della campagna di incentivazione, sono consultabili tutte le informazioni, gli elenchi dei comuni e quello delle officine di installazione che hanno aderito. A disposizione per informazioni anche il sito dell'Ufficio ICBI: http://icbi.comune.parma.it/project/default.asp

 

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I rischi dei ricambi contraffatti

Dai sei mesi ad un anno di reclusione ed un'ammenda amministrativa che va da 10 fino ai 50mila euro. Sono le sanzioni, previste dalla legge, per chi immette sul mercato parti di ricambi auto contraffatti. Eppure dinanzi ad un quadro normativo severo, disciplinato sia su scala nazionale che europea, il mercato di prodotti falsificati assume proporzioni ancora preoccupanti. Secondo uno screening dell'Ocse, il business mondiale ammonta a 16 miliardi di dollari con una crescita annua pari al 10 per cento. Nel nostro Paese, il Censis misura un valore di mercato di 120 milioni di euro. Una quota che coinvolge il 15 per cento dei ricambi venduti ogni anno in Europa.
Pericoli
E' bene, però, sapere le problematiche che comporta un pezzo di ricambio contraffatto montato su un'auto. A tal proposito, Il ministero dello Sviluppo Economico e la D.G. Lotta alla Contraffazione- UIBM hanno redatto un utile vademecum di settore che mette in guardia dall'utilizzo della componentistica contraffatta (per lo più proveniente dalla Cina). I pericoli sono diversi. "Mettono a rischio – si legge nella guida ministeriale – l'integrità del veicolo, la salute e sicurezza di chi occupa o utilizza il veicolo. Molti incidenti stradali sono causati da ricambi 'falsi'. Inoltre mettono a rischio anche la salute e la sicurezza di coloro che sfortunatamente si trovano sul tragitto del veicolo, in caso d'incidente causato da un pezzo contraffatto". Altro danno riguarda l'ambiente. "In quanto – evidenzia sempre il vademecum - i materiali utilizzati per la costruzione dei pezzi di ricambio contraffatti, non solo non rispettano le normative in materia di sicurezza, ma non rispettano neppure quelle in materia di tutela ambientale".
Consigli
Il consiglio che ci sentiamo di dare è rivolto al consumatore che deve rendersi sempre più consapevole dei pericoli a cui andrebbe incontro nel caso di utilizzo di un prodotto contraffatto. Un fenomeno che va anche combattuto con un'adeguata ed incisiva azione formativa da fare nei confronti delle imprese che ospitano ed accettano la vendita di componenti falsificati.

I RISCHI DOVUTI ALL'USO DI RICAMBI CONTRAFFATTI
• mette a rischio l'integrità del veicolo
• mette a rischio la salute e la sicurezza di chi occupa o utilizza il veicolo: molti incidenti stradali sono causati da ricambi "falsi"
• mette a rischio la salute e la sicurezza di coloro che sfortunatamente si trovano sul tragitto del veicolo, in caso d'incidente causato da un pezzo contraffatto
• provoca danni all'ambiente perché i materiali utilizzati per la costruzione dei pezzi di ricambio contraffatti non solo non rispettano le normative in materi di sicurezza, ma non rispettano neppure quelle in materia di tutela ambientale

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Meccatronica: tutti i titolari di autofficina, anche se pensionati, debbono adeguarsi alla normativa entro il 5 gennaio 2018

A seguito di importanti chiarimenti da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, siamo a comunicare quanto segue:

il comma 3 dell'art. 3 della legge 224/2012 recita: "Qualora, nell'ipotesi di cui al comma 2, la persona preposta alla gestione tecnica, ai sensi dell'articolo 10 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 14 dicembre 1999, n.558, anche se titolare dell'impresa, abbia già compiuto cinquantacinque anni alla data di entrata in vigore della presente legge, essa può proseguire l'attività fino al compimento dell'età prevista, ai sensi della disciplina vigente in materia, per il conseguimento della pensione di vecchiaia."
Il Ministero ha precisato che, gli autoriparatori, in possesso di specifici requisiti, possono esercitare l'attività pur essendo in possesso di uno solo degli ex requisiti fino al raggiungimento dell'età per il conseguimento della pensione di vecchia; chi volesse proseguire l'attività anche dopo il conseguimento della pensione di vecchiaia deve dimostrare il requisito della meccatronica.
E' quindi possibile usufruire della deroga anche oltre la scadenza dei 5 anni di periodo transitorio fino al raggiungimento dell'età pensionabile.
Al raggiungimento dell'età pensionabile l'impresa può continuare l'attività solo in presenza di un responsabile tecnico in possesso del requisito della meccatronica.
Questo significa che anche tutti i titolari di autofficina, anche se pensionati, debbono adeguarsi alla normativa fin da subito.
I percorsi sono i seguenti:
1. Verificare se all'interno dell'impresa è presente una persona in possesso di un titolo di studio abilitante.
2. L'impresa può richiedere il riconoscimento della sezione mancante, quindi Elettrauto per il Meccanico e viceversa, dimostrando attraverso idonea documentazione fiscale, di aver eseguito interventi su sistemi complessi dell'autoveicolo (impianto frenante, impianto di alimentazione, impianto gas di scarico, iniezione elettronica, impianto climatizzazione, cambio automatico e /o sequenziale ecc).
3. Nel caso non si riesca ad usufruire delle precedenti soluzioni, dovrà partecipare ad un corso abilitante della durata di 40 ore ( riducibili a 24 in caso di crediti formativi ).
Per fare fronte a questa straordinaria esigenza, abbiamo attivato un ulteriore corso, scarica qui la locandina e qui la scheda di iscrizione.
Segnala il tuo nominativo ad Ecipar Ferrara, tel. 0532/66440, Laura Coratti; mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


N.B.: CNA ha chiesto al Ministero una proroga per consentire alle imprese di adeguarsi vista l'interpretazione stringente. Auspichiamo che venga accolta.

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CENTRI DI REVISIONE - Controllo a distanza dei lavoratori - l'installazione di videocamere da parte di officine autorizzate alla revisione dei veicoli (protocollo MCTC-NET2) non comporta il rispetto dell'art. 4 della L. n. 300/1970

Controllo a distanza dei lavoratori - l'installazione di videocamere da parte di officine autorizzate alla revisione dei veicoli (protocollo MCTC-NET2) non comporta il rispetto dell'art. 4 della L. n. 300/1970

Con l'introduzione del protocollo per la revisione dei veicoli "MCTC-NET2", al quale soggiacciono le officine autorizzate, si è voluto:
• "uniformare ed omogeneizzare le procedure relative alla revisione, definendo un linguaggio di comunicazione comune a tutte le attrezzature tecniche che vengono utilizzate per la revisione dei veicoli, consentendo peraltro la intercambiabilità delle stesse" (cfr. MIT nota prot. R.U. 79298 dell'11.8.2009, richiamante la circolare prot. n. 6247/698/99 del 16.11.1999 avente ad oggetto "D.M. 23 ottobre 1996 n. 628 - Integrazione delle procedure di omologazione delle attrezzature di cui ai punti a)-g) dell'Appendice X del Titolo III del Regolamento di esecuzione ed attuazione del Nuovo Codice della Strada");
• prevenire fenomeni di abuso;
• abolire il registro cartaceo delle officine e stabilire una procedura basata sull'elaborazione di rapporti di prova con file non modificabili.
Per garantire che questo possa avvenire in modo regolare è stato previsto che una telecamera, collegata con la Motorizzazione, effettui un monitoraggio in tempo reale sul corretto svolgimento del test sulle vetture. Tali riprese, però, occasionalmente, possono inquadrare anche i lavoratori addetti alla procedura.
L'Ispettorato Nazionale del Lavoro, avendo ricevuto richieste di chiarimento da parte di alcuni dei suoi uffici territoriali in merito all'applicazione o meno dell'art. 4 della L. n. 300/1970, ne ha escluso l'applicazione in considerazione del fatto che:
- il protocollo costituisce applicazione di specifiche disposizioni di carattere tecnico-normativo e risponde alla necessità di allinearsi alle direttive europee sulla trasmissione di dati tracciabili (direttiva 45/2014/UE);
- i centri di revisione autorizzati sono obbligati a dotarsi di tali dispositivi di controllo.
Ovviamente l'indicazione dell'INL non esonera le officine dal rispetto delle disposizioni previste dal Garante privacy col suo Provvedimento 8 aprile 2010 in materia di videosorveglianza.

Riferimento: INL nota n. 8931 dell'11 ottobre 2017; Provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali in materia di videosorveglianza - 8 aprile 2010

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Seminario il 19 ottobre per autoriparatori su Olii e Additivi, i soliti ignoti

Argomenti trattati in questo articolo:

olio

Seminario OLI E ADDITIVI, I SOLITI IGNOTI - 19 ottobre 2017 - ore 20.30 Ferrara

Negli ultimi 30 anni esigenze ambientali hanno condizionato molto le scelte dei costruttori, obbligando anche i produttori di carburanti e lubrificanti a modificare i loro prodotti.
Oggi le offerte dei produttori di lubrificanti ed additivi sono sempre più pressanti, con molte argomentazioni tecniche, ma il meccanico spesso non è in grado di comprendere a fondo quali differenze gli vengono proposte.

L'incontro tecnico, organizzato da CNA Ferrara, in collaborazione con Syneco Spa, si focalizzerà sulla natura dei fluidi e la loro evoluzione. Lo scopo è quello di portare il meccanico a conoscere meglio oli ed additivi, anche attraverso le analisi, il loro corretto impiego e le tipologie di applicazione.

Ci sarà inoltre ampio spazio per affrontare tutte le domande: quali viscosità, sintetico o minerale, reale efficacia degli additivi, etc.

Programma
Ore 20.30 Registrazione partecipanti
Ore 21.00 Saluti di Devid Fiorini - Presidente CNA Autoriparazioni di Ferrara
Introduzione di Lorenzo Folli - Responsabile CNA Autoriparazioni di Ferrara
Ore 21.15 Relazione di Angelo Galli - Syneco Spa
Ore 22.15 Domande & Risposte

Per partecipare è necessario compilare la scheda di adesione e mandarla a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o via fax al 0532 749236

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Il DDL concorrenza vede la luce per gli autoriparatori

Dopo un lungo iter, con 4 passaggi alle Camere, il Concorrenza diventa legge. Una legge che, doveva essere annuale, ci mette due anni e mezzo per vedere la luce la dice lunga sulla voglia di concorrenza della nostra classe dirigente. E non entro nel merito dei contenuti con non mi competono, ci sarebbe di che divertirsi! A partire dal 20 febbraio 2015, la CNA ha smosso mari e monti, incontri con imprese e parlamentari di tutta Italia e di qualunque schieramento, una petizione che ha raccolto migliaia di firme, un manifesto e campagne informative sparse per il territorio, audizioni ed emendamenti firmati e presentati da oltre 70 parlamentari, e un ringraziamento particolare di tutta la CNA va all'On. Sara Moretto.
Insomma una vera e propria mobilitazione del sistema CNA, tutto. Oggi, con buona pace delle lobby assicurative, le disposizioni su RC Auto, sanciscono una volta per tutte, il principio della libera scelta dell'assicurato di riparare l'auto presso l'autoriparatore di fiducia, quindi nessuna imposizione sulla canalizzazione delle riparazioni, nessun divieto all'utilizzo della cessione del credito, con rilascio di regolare fattura, e ultimo, ma non meno importante, il diritto al risarcimento integrale del danno!
Infine, si da mandato ad un tavolo dove associazioni di imprese, Ania e consumatori dovranno lavorare alla stesura di linee guida per definire strumenti e procedure per una riparazione a regola d'arte. Linee guida di cui il Ministero dello Sviluppo Economico dovrà garantire la massima diffusione, e che dovranno fare propri i principi dettati dalla legge.
Insomma una bella svolta!
Ora ci auguriamo che tutto questo riporti tutti sulla terra, a miti consigli e a scelte di buon senso! Ovviamente il nostro compito non può considerarsi finito!


Franco Mingozzi - Presidente nazionale CNA Autoriparatori

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L'imprenditore ferrarese Franco Mingozzi Presidente nazionale di Cna Servizi alla Comunità (2)

L'imprenditore Franco Mingozzi, titolare dell'omonima autofficina e Centro revisioni auto di Ferrara è stato confermato, nei giorni scorsi, presidente dell'Unione nazionale Cna Servizi alla comunità, che rappresenta migliaia di attività del comparto autoriparazione e tintolavanderie.
"Il mercato delle nostre imprese – spiega Franco Mingozzi – è da tempo in profonda trasformazione, sia per le forti innovazioni tecnologiche che lo investono, che per la necessità di misurarsi con le nuove e diverse domande dei consumatori e clienti stessi delle imprese. Nel settore dell'autoriparazione, parliamo ormai di auto ibride ed elettriche, mentre avanzate tecnologie hanno già da tempo richiesto agli addetti nuove capacità tecniche e professionali per ciascuna delle specializzazioni (meccatronici, carrozzerie e gommisti). Rappresentare la categoria, oggi, significa, quindi, affiancare le imprese nei necessari percorsi di formazione, qualificazione e aggiornamento continuo, requisiti indispensabili per garantire quella qualità artigianale del lavoro a regola d'arte che contraddistingue da sempre le nostre imprese".
Dall'altra, conclude il presidente di Cna Servizi alla Comunità, "vogliamo proporci ai consumatori e automobilisti come un importante, indispensabile punto di riferimento per la tutela consapevole della sicurezza stradale, dei quali noi siamo i paladini. Su questo terreno, aderiamo al tavolo nazionale istituito su questo tema, in un confronto paritario con assicurazioni e associazioni dei consumatori. Ma svilupperemo, nei prossimi mesi, iniziative di sensibilizzazione ai diversi livelli".

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CENTRI DI REVISIONE: decreto di recepimento direttiva europea

Nei giorni scorsi è stato approvato il decreto di recepimento della direttiva europea n.45/2014, le cui novità entreranno in vigore da maggio 2018. 
In allegato la nota di CNA a commento del provvedimento.
Ad oggi, non cambia nulla per le imprese che attualmente operano. Saranno i successivi decreti di attuazione e circolari del MIT, che definiranno il percorso di adeguamento.
A tutti i livelli, CNA Autoriparazione, sta gestendo i rapporti istituzionali, affinchè l’introduzione di questa normativa arrechi danno alle imprese già esistenti.

Clicca qui per scarica il documento

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Spese per la manutenzione auto a +3,9%

Ecco un interessante (ed incoraggiante ) articolo che riguarda da vicino l’intera categoria degli autoriparatori.

Sono aumentate le spese che gli italiani hanno sostenuto nel 2016 per la manutenzione e le riparazioni delle loro autovetture e sono arrivate a quota 29,5 miliardi di euro.
Rispetto al 2015, quando la spesa ammontava a 28,4 miliardi di euro, vi è stata una crescita del 3,9%.
Questi sono i dati che emergono da uno studio dell'Osservatorio Autopromotec (la struttura di ricerca di Autopromotec, in scena a Bologna dal 24 al 28 maggio 2017).
Un bilancio positivo dunque, ma a cosa è dovuta questa crescita?
I fattori concomitanti sono numerosi: dall'aumento dei prezzi del servizio a quello dei ricambi così come alla crescita del circolante e degli interventi stessi.
Esaminiamoli in dettaglio.
Innanzitutto vi è da considerare l'aumento dei prezzi per la manutenzione e le riparazioni che nel 2016, secondo l'Osservatorio Autopromotec, è stato dell'1,1%.
Tale aumento è stato calcolato sulla base di una media ponderata dell'indice Istat del prezzo per la riparazione, di quello per la manutenzione e di quello per i pezzi di ricambio e accessori.
Un altro elemento, poi, che ha spinto verso l'alto la spesa è stato l'aumento del parco circolante. Nonostante l'Italia abbia già un tasso di motorizzazione molto elevato, il parco circolante è cresciuto anche nel 2016, registrando un +1,4% rispetto al 2015.
A questi fattori si aggiunge anche un aumento della quantità di interventi di manutenzione e riparazione nelle officine che, in base alle stime dell'Osservatorio Autopromotec, è stato dell'1,3%. Tale crescita è dovuta a un aumento della domanda dei servizi di officina generato dall'invecchiamento di una parte consistente del parco circolante.

 

 

 

 

Se si guarda all'andamento del comparto degli ultimi anni, caratterizzato prevalentemente da un calo a partire dal 2011 (come dimostra la pesante contrazione della spesa nel 2012 pari a -10,5%), si sta tornando sui livelli pre-crisi.

Il mercato era già ripartito nel 2014 con una crescita dell'1,4% e un fatturato stimato a 27,1 miliardi, salito poi a 28,4 miliardi nel 2015 (+4,8%) e a 29,5 miliardi del 2016 (+3,9%).
L'andamento del settore dell'autoriparazione, tra l'altro, è stato certamente influenzato anche da altri due importanti fattori.
Il primo è la favorevole evoluzione della situazione congiunturale. Il secondo è l'adozione di tecnologie più avanzate e l'introduzione sempre più frequente di nuovi dispositivi che hanno determinato, da un lato, un incremento del costo degli interventi di manutenzione e riparazione e, dall'altro, un costante rinnovo delle attrezzature.

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Gommisti Cna, professionalità e innovazione a garanzia di sicurezza e qualità

Non è difficile oggi procurarsi degli pneumatici a poco prezzo, magari su internet. Ma poi, quale garanzia su materiali e prestazioni e, soprattutto, quale sicurezza per chi viaggia a bordo di un'auto con gomme di origine incerta? Per converso, le autovetture sono sempre più soggette a una innovazione spinta, tale da richiedere una preparazione professionale elevata di coloro che ne debbono garantire l'efficienza e il buon funzionamento.
Sta forse in questi dati, per certi versi contradditori, il passaggio che sta vivendo una categoria come quella dei gommisti, ai quali Cna ha dedicato una convegno nazionale, tenutosi qualche giorno fa a Ferrara, con la presenza di oltre un centinaio di imprenditori del settore.
"Con questa iniziativa, abbiamo voluto dare voce alla categoria aiutandola nel proprio percorso di crescita professionale. – ha esordito Devid Fiorini, presidente provinciale di Cna Servizi alla Comunità - Avere la consapevolezza dell'importanza del nostro mestiere può essere un buon punto di partenza per iniziare il processo di cambiamento a cui siamo chiamati".
La scelta di Cna, quindi, è netta e chiara: accompagnare l'evoluzione della categoria supportandola con tutti gli strumenti necessari. E, quindi, professionalità, sostegno agli investimenti, ma anche aggiornamento e formazione, indispensabili innanzitutto per svolgere il proprio mestiere con qualità, offrendo precise garanzie ai consumatori. "Le imprese stano cambiando pelle, cercando di offrire servizi sempre migliori alla clientela – ha dichiarato Fiorini - e la Cna è al loro fianco".
Una impostazione sostenuta dallo stesso presidente nazionale di Cna Servizi alla Comunità Franco Mingozzi, il quale ha, però, invitato gli imprenditori a partecipare di più, facendo conoscere i loro problemi all'Associazione, così da poterli meglio rappresentare e farli pesare nel dibattito politico e legislativo.
La relazione di Antonella Grasso, responsabile nazionale di Cna Servizi alla Comunità, per parte sua, ha toccato una serie di problematiche cruciali per la capacità delle imprese del settore di stare sul mercato: certo, professionalità e qualificazione, come strade obbligate anche per proporsi come valido punto di riferimento per i clienti, ma anche gestione economica della propria impresa. Tema, quest'ultimo, su cui si è soffermato in particolare il consulente aziendale Giuseppe Doni.

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Convegno nazionale a Ferrara su "Professione gommista" il 4 marzo 2017

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Il primo convegno nazionale del settore si terrà aproprio a Ferrara, il 4 marzo 2017 ore 10

Per informazioni telefonare a Lorenzo Folli di CNA Ferrara, Tel 0532 749206.

Per iscriversi al convegno compilare la scheda di registrazione

 

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Ricambi auto falsi: cresce il mercato on-line

 

Più di 1,6 milioni di sequestri solo tra il 2014 e i primi mesi del 2016. Un mercato del falso che – stimano i componentisti tedeschi – solo online cresce del 10% l'anno. Pastiglie e dischi freni (per auto e moto), cinghie, tenditori e pompe acqua, fari, fanali e luci targa, pistoni, cuscinetti motore, alternatori, motorini d'avviamento. Sino a candele, candelette, spazzole tergicristallo e persino testine sterzo, frizioni, copriruota e loghi.
Sono meno pret a porter di scarpe, borse e valigie, ma è un giro d'affari che cresce a vista d'occhio, nei volumi e nei valori quello dei ricambi d'auto contraffatti, falsi che nella maggior parte (e peggiore) delle ipotesi, non hanno mai superato un controllo qualità o di conformità rispetto agli standard di sicurezza. E che rischiano di essere la causa (non sempre facile da provare) di molti incidenti stradali. Appena una settimana fa, il maxi-sequestro in Piemonte, per un valore di 6 milioni di euro.
Secondo i dati Siac della Guardia di Finanzia, forniti da Anfia –l'Associazione dei produttori della componentistica auto – tra il 2014 e il marzo 2016 sono stati oltre 1,6 milioni i pezzi sequestrati tra parti meccaniche, accessori e dispositivi elettrici per auto, moto e bici. Puglia (circa 773mila pezzi) e Lombardia (607mila) le regioni che guidano la classifica delle confische. Seguite da Veneto (oltre 91.400) e Sicilia (circa 37mila).
Tante opportunità di vendita legale – ma anche una sponda alla contraffazione – l'ha data il web. Su eBay si vendono, ogni ora, 203 pezzi di ricambio auto, 78 accessori, 17 pneumatici e 10 sistemi antifurto con "sconti" medi del 20 per cento.
«In rete – spiega a Paolo Vasone, responsabile Aftermarket di Anfia – si possono trovare pezzi originali e ricambi generici anche di ottima qualità. Ma è pieno di imitazioni degli originali difficili da distinguere, prodotti non omologati, senza certificazioni di qualità dei materiali e di sicurezza, altri con certificazioni ma fasulle e false etichette Ce, sino a prodotti palesemente contraffatti e venduti in confezioni che imitano alla perfezione il packaging delle grandi case produttrici, per ingannare l'acquirente in buona fede. Prezzi troppo bassi dovrebbero allarmare. Ma la crisi ha accentuato le esigenze di risparmio e il "fai da te"». Prodotti che non arrivano solo dalla Cina, ma anche da Vietnam, Thailandia e Filippine. E spesso transitano dagli Emirati .
L'anno scorso, è scesa in campo anche Asconauto (l'associazione dei consorzi dei concessionari d'auto): «Da un lato – ha sottolineato il vicepresidente Giorgio Boiani – nel 2016, l'opera di sensibilizzazione avviata tra i nostri autoriparatori ha fatto registrare una vendita di ricambi originali superiore del 12% sul 2015 e pari a oltre 500 milioni di euro di originali fatturati. Dall'altro, stiamo lavorando insieme ad Anfia e al ministero dello Sviluppo economico per studiare strategie di contrasto». Come un sistema di monitoraggio delle violazioni online su contraffazione di brand.
In Italia (che con la Germania ha il mercato del falso più fiorente), il traffico dei ricambi non omologati e privi del marchio Ce vale 120 milioni di euro, pari al 15% di tutti i ricambi venduti ogni anno in Ue. Mentre da un'indagine della Polstrada, su 10mila vetture controllate, circa il 3% è risultato avere pneumatici falsificati. Tra i pezzi più contraffatti , i dischi dei freni (18%), seguiti dalla tiranteria sterzo (17%), le pastiglie dei freni (16%), i ricambi del motore (16%), i filtri (4%) e le pompe dell'olio (4%).

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Pneumatici Fuori Uso La CNA ancora in campo: ecco le proposte presentate al Ministero dell’Ambiente

E' ormai da oltre un anno che tante imprese italiane stanno affrontando pesanti disagi relativi alla raccolta dei pneumatici fuori uso. "Il problema ha una rilevanza non trascurabile – dichiara Franco Mingozzi, Presidente Nazionale di CNA Autoriparazione -, tenuto conto che il caos che questo settore sta vivendo, ha un potenziale impatto negativo immediato sulle imprese ma, soprattutto, sull'ambiente nonché sulle tasche dei cittadini".

Ma facciamo un po' di chiarezza sul meccanismo che dovrebbe regolare la gestione di questi rifiuti, individuando le relative criticità.

Gli pneumatici fuori uso sono uno di quei rifiuti, al pari ad esempio degli imballaggi, delle batterie, dei RAEE, per i quali, la normativa ambientale di riferimento applica il principio cosiddetto della responsabilità estesa del produttore. In sostanza, sulla base del dettato comunitario "chi inquina paga" che sta alla base di tutta la normativa ambientale, per particolari flussi di rifiuti e del relativo impatto per l'ambiente e la salute umana, al fine di garantirne una corretta gestione viene assegnata una responsabilità particolare in capo al produttore iniziale del bene (in questo caso, il produttore di pneumatici); senza però superare la responsabilità che normalmente ricade in capo al produttore del rifiuto (in questo caso, il gommista).

L'applicazione di questo principio implica alcuni obblighi e regole normative che, come già detto, dovrebbero evitare che i pneumatici fuori uso vengano gestiti in maniera scorretta e, al contempo massimizzandone le opportunità di riuso, riciclo e recupero.

In concreto, nel momento della prima immissione dei pneumatici, sul costo di vendita viene obbligatoriamente applicato il cosiddetto contributo ambientale (e da qui deriva l'impatto per le tasche dei cittadini), che viene trasferito ai sistemi collettivi costituiti dai produttori dei pneumatici, i quali devono garantire la raccolta degli stessi (sulla base dei quantitativi di immesso al mercato che rappresentano), una volta giunti a fine vita.

"Un meccanismo che, sulla carta, nasce con l'obiettivo di tutelare l'ambiente ma che, a causa di una serie di inefficienze, in primis la scarsità dei controlli, - continua Franco Mingozzi - ha fatto si che i consorzi deputati alla raccolta, lamentando un quantitativo di pneumatici sul mercato superiore all'immesso al consumo, interrompessero la raccolta lasciando i magazzini dei gommisti carichi di pneumatici fuori uso, con evidenti conseguenze disastrose per la loro attività.

"Dobbiamo purtroppo constatare l'inerzia dell'Amministrazione- conclude Franco Mingozzi, Presidente Nazionale di CNA Autoriparazione -. Sono passati ormai 5 mesi dall'incontro con il Ministero, dove abbiamo ribadito con forza la necessità di intervenire con urgenza per sanare le criticità esistenti e avanzato proposte per correggere una gestione che evidentemente non funziona come dovrebbe, ma a fine 2016 siamo ancora fermi!"

Ecco le proposte della CNA:

Per prima cosa, affrontare la situazione di emergenza che vede i magazzini di molti gommisti ormai pieni PFU, con le ovvie conseguenze sia in termini di impossibilità di proseguire correttamente la propria attività che rispetto ai pesanti rischi per l'ambiente. Su questo fronte chiediamo che venga risolta con urgenza tale situazione, implementando tutte le azioni necessarie a far sì che tali pfu vengano raccolti rapidamente e costantemente da parte dei Consorzi di riferimento.
Rafforzare i controlli per intercettare le anomalie del mercato. In questi mesi si è imputato il problema dei quantitativi anomali presenti sul mercato (cosiddetti flussi irregolari) esclusivamente a situazioni di nero nel settore del ricambio. In proposito, bisogna dire innanzi tutto che non è pensabile che i sistemi collettivi si sostituiscano ai soggetti preposti al controllo nella valutazione di eventuali irregolarità presenti nel mercato. Inoltre, non si può prescindere da un controllo più stringente anche sui dati e le informazioni che i produttori e i sistemi collettivi sono tenuti a fornire rispetto al proprio immesso al consumo.
Le modifiche normative proposte individuano dei meccanismi volti a definire quantitativi di raccolta cosiddetti extra-target che i sistemi collettivi devono garantire per evitare le situazioni emerse in questi mesi; abbiamo apprezzato questo sforzo introdotto dal Ministero dell'Ambiente; siamo preoccupati però che i quantitativi previsti non siano sufficienti e abbiamo chiesto che questo aspetto, che rappresenta la parte più rilevante delle modifiche proposte, venga frequentemente monitorato ed eventualmente rettificato.
Rispetto ai sistemi collettivi, è necessario individuare il giusto equilibrio tra la necessità di evitare che l'attività si concentri solo su pochi operatori e di garantire, al contempo, la serietà e l'efficienza di tali sistemi.
In aggiunta alle modifiche proposte, si ritiene necessario garantire una maggiore partecipazione al Tavolo permanente di consultazione, di cui all'articolo 8. E' evidente, anche a seguito di quanto accaduto negli ultimi mesi, quanto sia fondamentale garantire in questo settore un luogo di confronto nel quale tutti i soggetti della filiera possano monitorare e condividere ipotesi e soluzioni. A tal fine chiediamo che la rappresentanza delle organizzazioni dell'artigianato venga incrementata a 2 rappresentanti.

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Meeting tecnico: Frizioni Multibrand - 29 novembre ore 20.30

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Martedì 29 Novembre 2016, ore 20.30 CNA Autoriparazioni, in collaborazione con Masini Group, organizza un Meeting tecnico sul tema Frizioni multibrand, Sala Conferenze CNA Ferrara, via Caldirolo 84.

Obiettivo dell'incontro è analizzare dal punto di vista tecnico le novità presenti nel mondo delle frizioni e dei volani doppia massa. Approfondire il funzionamento delle modalità di montaggio delle frizioni autoregistranti Luk/Sachs; le differenze volani doppia massa e frizioni autoregistranti fra diversi marchi; i richiami sul funzionamento della frizione convenzionale (Luk/Sachs/Valeo/AP).

PROGRAMMA
Ore 20.30 Registrazione dei partecipanti
Ore 21.00 Introduce i lavori: Lorenzo Folli, Responsabile CNA Autoriparazione
Presiede: Devid Fiorini - Presidente CNA Autoriparazione
Relatore: Gianluca Falcicchio – Tecnico RHIAG


La registrazione è obbligatoria, compilare la Scheda di partecipazione (scarica qui) e mandarla a CNA Autoriparazione Lorenzo Folli, Tel 0532 749206, Fax 0532 749236, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

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