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Incentivi per l'acquisto di camion ecologici e container intermodali: ecco il Decreto

E’ ufficiale, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale avvenuta lo scorso 24 ottobre, il decreto che stabilisce le modalità di erogazione di incentivi per l’acquisto di camion e veicoli industriali a basso impatto ambientale, e unità di carico (container, rimorchi o semirimorchi) intermodali.

camion in stradaIl decreto era stato firmato il 22 luglio scorso dall’allora ministro dei trasporti Danilo Toninelli. Dispone di una dotazione finanziaria di 25 milioni di euro: 9,5 milioni di euro per l’acquisizione anche in leasing di autoveicoli nuovi di fabbrica, con trazione a metano CNG, LNG, ibrida ed elettrica; 9 milioni di euro per rottamazione di veicoli pesanti pari o superiori a 11,5 tonnellate, con acquisizione di veicoli nuovi Euro 6; 6 milioni di euro per acquisizione anche in leasing di rimorchi e semirimorchi nuovi di fabbrica per il trasporto combinato ferroviario. (vedi sotto la lista completa degli acquisti finanziabili)
Possono essere candidati a contributo gli acquisiti effettuati a partire dal giorno successivo all’entrata in vigore del decreto (quindi dal 26 ottobre 2019) e ultimati entro il 15 giugno 2020.
La misura d'incentivazione è articolata in due fasi:
1. Prenotazione: dalle ore 10,00 del 26 ottobre 2019 alle ore 16,00 del 31 marzo 2020;
2. Rendicontazione dei costi di acquisizione dei beni oggetto di investimento: dal 1° aprile 2020 al 15 giugno 2020.
Il Decreto elenca gli acquisti finanziabili:
• Veicoli industriali nuovi con alimentazione a gas naturale compresso, ibrida diesel-elettrica e completamente elettrica con massa complessiva superiore a 3,5 tonnellate e fino a 7 tonnellate e veicoli a trazione elettrica superiori a 7 tonnellate (che ricevono 4000 euro per il Cng e l'ibrido e 10mila euro per ogni elettrico da 3,5 a 7 tonnellate e 20mila euro per ogni elettrico superiore a 7 tonnellate)
• Veicoli industriali nuovi alimentati a gas naturale compresso o liquefatto e con sistema ibrido diesel-elettrico con massa complessiva superiore a 7 tonnellate e fino a 16 tonnellate (che ricevono 8000 euro a veicolo) e superiori a 16 tonnellate (che ricevono 20mila euro a veicolo)
• Dispositivi che convertono l'alimentazione da termica a elettrica nei veicoli con massa complessiva di 3,5 tonnellate (che ricevono un contributo pari al 40% dei costi, con un massimo di mille euro per veicolo)
• Veicoli industriali diesel con motore Euro VI e massa complessiva superiore a 7 tonnellate, ma solo a fronte della rottamazione di un veicolo con massa complessiva pari o superiore a 11,5 tonnellate (con un contributo di 5000 euro per l'acquisto di veicolo da 7 a 16 tonnellate e di 12mila euro per l'acquisto di veicolo oltre 16 tonnellate)
• Veicoli commerciali con motore Euro 6D-temp con massa complessiva pari o superiore a 3,5 tonnellate e inferiore a 7 tonnellate (con un contributo di 2000 euro per veicolo)
• Rimorchi e semirimorchi nuovi per il trasporto combinato strada-rotaia che rispondono alla normativa UIC 596-5 e per il combinato strada-mare con ganci nave che rispondono alla normativa Imo purché abbiano un dispositivo innovativo elencato in un allegato al Decreto (con un contributo del 10% del costo per le medie imprese, del 20% per le piccole imprese, con un massimo di 5000 euro per unità, e di 1500 euro per le grandi imprese)
• Rimorchi, semirimorchi e equipaggiamenti per veicoli con massa superiore a 7 tonnellate adibiti al trasporto a temperatura controllata secondo le norme Atp e conformi allo Stage V, oppure sostituzione in queste unità di equipaggiamenti conformi a Stage V (con un contributo del 10% del costo per le medie imprese, del 20% per le piccole imprese, con un massimo di 5000 euro per unità, e di 1500 euro per le grandi imprese)
• Gruppi di otto casse mobili e un rimorchio o semirimorchio per trasportarle (con un contributo di 8500 euro per ogni insieme).

 

 

 

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Brexit senza accordo? Una catastrofe! Scendono in campo i produttori dell'automotive

camion in stradaUna Brexit senza accordo avrebbe conseguenze catastrofiche per l’industria automotive. È il parere unanime delle principali organizzazioni europee che rappresentano i produttori di veicoli e i loro componenti: ACEA (costruttori di autoveicoli), CLEPA (aziende della componentistica) e 21 associazioni nazionali, tra cui CCFA (Francia), VDA (Germania) ed SMMT (Inghilterra).
Secondo i leader europei del settore, una Brexit senza accordo avrebbe un impatto devastante su uno degli asset economici più preziosi dell’Europa. L’industria automotive contribuisce infatti alla crescita e al benessere del continente producendo 19,1 milioni di veicoli l’anno e impiegando 13,8 milioni di persone nel settore allargato – 1 su 16 della forza lavoro dell’UE. È un traguardo raggiunto grazie alla natura profondamente integrata dell’industria, che ha cercato di massimizzare i benefici del Mercato unico e dell’Unione doganale a vantaggio di tutte le imprese di tutta l’UE. «L’uscita della Gran Bretagna dall’UE senza accordo determinerebbe un cambiamento epocale nelle condizioni commerciali – spiega una nota comune – con miliardi di euro di tariffe che minacciano di avere un notevole peso sulle scelte e la convenienza dei consumatori, da un lato e dall’altro della Manica».
La fine del commercio senza barriere potrebbe portare a un’interruzione dannosa del modello operativo “just-in time” dell’industria, con il costo di un solo minuto di interruzione della produzione nel Regno Unito pari a 54.700 euro (50.000 sterline). Parallelamente, le tariffe WTO sulle vetture e sui van potrebbero aggiungere 5,7 miliardi di euro (5 miliardi di sterline) al conto complessivo del commercio di autoveicoli EU-UK3, alzando i prezzi per i consumatori in caso i produttori non riescano ad assorbire i costi addizionali. I costruttori del settore ritengono che quest’interruzione e questi costi debbano essere evitati e che occorra fare tutti gli sforzi possibili per arrivare a un ritiro regolato del Regno Unito dall’UE.

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Guida Sicura ed Eco sostenibile: al via il bando di selezione

E' partito lunedì 8 luglio il bando di selezione per la campagna di formazione sulla guida sicura ed eco-sostenibile per le imprese iscritte all’Albo Nazionale degli Autotrasportatori.
La campagna ‘Guidiamo Sicuro’, lanciata dal Comitato Centrale dell’Albo degli Autotrasportatori, in collaborazione con RAM Logistica Infrastrutture e Trasporti, ha lo scopo di far apprendere ai conducenti delle imprese di autotrasporto i comportamenti di guida fondamentali per assicurare la sicurezza della circolazione stradale, per prevenire le situazioni di pericolo nonché per adottare uno stile di guida eco sostenibile che consenta di risparmiare carburante e limitare l’usura del veicolo.
La partecipazione al bando sarà consentita solo alle imprese che, alla data di pubblicazione dello stesso, risultino regolarmente iscritte all’Albo.
La domanda di partecipazione può essere presentata dalle ore 12.00 dell’8 luglio alle ore 12.00 del 2 settembre 2019.
Saranno 4.260 i conducenti, su tutto il territorio nazionale, che potranno essere avviati ai corsi di formazione.
Sono previste prove teoriche (mediante l'utilizzo di una piattaforma modulare di e-learning) e pratiche sia con l’ausilio di un simulatore di guida di livello tecnologico avanzato che su strada.
A partire dall’8 luglio, tutte le informazioni utili potranno essere reperite al seguente link http://www.ramspa.it/cosa-facciamo/progetti-europei/nazionali ove sarà anche possibile scaricare la modulistica per la presentazione della domanda.”
In allegato il testo del bando e la domanda di partecipazione.

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Legge di bilancio 20190: ecco le più importanti novità in materia di autotrasporto

Il Provvedimento è contenuto nella legge finanziaria 2019: le revisioni dei mezzi di massa superiore a 3,5 tonnellate si potranno fare anche in officine private autorizzate. Per il settore è una svolta storica

camion in strada miniSvolta storica nella legge di bilancio in materia di revisioni dei veicoli pesanti.
Per la prima volta, infatti, tramite una modifica dell’art. 80 del codice della strada (avvenuta con i commi 1049 e 1050 della legge di bilancio 2019) anche i veicoli di massa superiore alle 3,5 tonnellate possono rivolgersi per la revisioni dei veicoli a officine private autorizzate, potendo così fare a meno della presenza necessaria di un ingegnere della motorizzazione. Fanno eccezione esclusivamente i veicoli che trasportano merci pericolose (ADR) e quelli adibiti al trasporto di merci deperibili che viaggiano in regime di temperatura controllata (ATP).
L’appuntamento concreto con questa piccola rivoluzione, è fissato per la fine di gennaio quando il ministero dei Trasporti adotterà le necessarie disposizioni attuative della riforma.
Dal mondo dell’autoriparazione e dell’autotrasporto, che da anni combatteva contro le lungaggini determinate dalle carenze di personale delle motorizzazioni, si è levato un plauso generale.

Vi segnalo altri importanti provvedimenti contenuti nella legge di bilancio:

- Tassazione agevolata utili reinvestiti ( misura che va a sostituire il super ammortamento;
- Nuova Sabatini: integrata anche per il 2019;
- Contributi per acquisto veicoli M1 destinati al trasporto persone, aventi al massimo 8 posti a sedere oltre al conducente;
- Riduzione Premi Inail e slittamento del pagamento dell’autoliquidazione al 16 maggio;
- Documento unico di circolazione: prorogato nel 2020.

GLI ALTRI PROVVEDIMENTI IN LEGGE DI BILANCIO CHE COINVOLGONO IL SETTORE TRASPORTI

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Autisti dei mezzi pesanti in sciopero: il 14 gennaio la protesta contro il nuovo regolamento europeo

Gli autisti scendono in sciopero contro le modifiche sui tempi di guida e di riposo degli autisti - I sidnacati temono un peggioramento delle condizioni di lavoro degli autisti di camion e pullman

camion in strada miniE’ in programma per il 14 gennaio prossimo lo sciopero nazionale convocato dalle organizzazioni sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti contro le modifiche, in fase di avanzata discussione a livello europeo, del regolamento 561/06 sui tempi di guida e di riposo degli autisti. 

"Il prossimo 10 gennaio - si legge nel comunicato diffuso dalle organizzazioni sindacali - la commissione Trasporti europea voterà l'intesa del Consiglio dei Ministri dei Trasporti Ue sul Mobility Package. Dobbiamo fermare ogni modifica del regolamento 561/06 perché il rischio che corrono i conducenti sui mezzi pesanti è quello di veder peggiorare le proprie condizioni di vita e di lavoro. La modifica al regolamento prevede infatti la possibilità di distribuire in modo squilibrato i tempi di guida e di riposo, con la concentrazione del risposo lungo nella quarta settimana determinando perciò un allungamento dei tempi di lavoro nelle prime tre settimane".

Lo sciopero programmato per lunedì prossimo riprende un’analoga astensione dal lavoro proclamata per lo scorso 24 maggio 2017.

 

L'ACCORDO SUL "PACCHETTO MOBILITA'" - SINTESI DI FITA-CNA

LA CONVOCAZIONE UFFICIALE DELLO SCIOPERO

 

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Stanziati venti milioni di euro per rimborsare i maggiori costi sostenuti dalle imprese di autotrasporto merci

Il Ministero dei Trasporti, ha stanziato 20 milioni di Euro, al fine di rimborsare le imprese di autotrasporto merci, che hanno sostenuto maggiori costi a seguito del crollo del Ponte Morandi e quindi relativi al periodo: 14 Agosto - 31 Dicembre 2018.


camion in strada miniIl 13 dicembre Ministero e associazioni degli autotrasportatori hanno raggiunto un accordo sulle modlaità di erogazione dei fondi e quindi sul decreto attuativo. Il Decreto attuativo, che alleghiamo insieme a una comunicazione di CNA Fita che ne sintetizza i contenuti è in attesa della firma del Ministro e della relativa pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
In ogni caso, si invitano le imprese ad iniziare a reperire la documentazione di viaggio necessaria per la presentazione delle domande.

 

QUI TROVI: LA SINTESI  DI CNA FITA

QUI TROVI: IL DECRETO ATTUATIVO

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Lo Stato rimborsa metà patente e CQC ai giovani fino a 35 anni. E alle imprese che li assume taglia l'IRES

I giovani desiderosi di affacciarsi sul mondo dell’autotrasporto sono molti e comunque meno di quelli che richiede il mercato. Ecco perché il governo ha deciso di incentivarli alleggerendo i costi per prendere le necessarie patenti e abilitazioni professionali. 

camion in strada miniUn emendamento alla legge di bilancio, già presentato a metà novembre e successivamente approvato dalla Commissione Bilancio della Camera, è dedicato agli under 35.
Ai conducenti fino a questa età, infatti, il nuovo testo dell’articolo 27 bis concede incentivi per gli anni 2019 e 2020, prevedendo in particolare il rimborso del 50% delle spese sostenute per il conseguimento della patente e delle abilitazioni professionali per la guida dei veicoli destinati all’esercizio dell’autotrasporto per conto terzi.
Inoltre, le aziende di autotrasporto attive sul territorio italiano che assumeranno questi giovani con contratto di lavoro a tempo indeterminato, sarà riconosciuta una detrazione, ai fini dell’imposta sul reddito delle società, pari a una quota dei rimborsi effettuati per un importo complessivo massimo di
3 mila euro(commi 1-4).

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Tempi di guida e riposo: il 90% delle aziende ritiene che debba essere più flessibile.

Come va cambiata la normativa europea sui tempi di guida e riposo? Per il 90% delle aziende di autotrasporto andrebbe soprattutto resa più flessibile. È quanto emerge da un sondaggio condotto da Infogestweb – azienda veronese specializzata in tecnologie per l’autotrasporto e ideatrice del software Golia per monitorare il cronotachigrafo – e presentato durante il convegno “Il futuro dell’autotrasporto tra intermodalità, innovazioni tecnologiche e nuovi scenari normativi”, organizzato lo scorso 30 novembre dalla stessa azienda con il patrocinio del Consorzio Zai - Interporto Quadrante Europa.

autotrasportoMa vediamo le ragioni per cui la normativa avrebbe bisogno di essere resa flessibile? Per il 66,9% perché ostacola l’attività delle aziende, anche mentre il 44% ha specificato l’ambito normativo maggiormente bisognoso di flessibilità nel tema dei riposi settimanali.
Inoltre, la flessibilità sarebbe anche necessaria visti i tanti fattori che spesso impediscono di rispettare la normativa, come per esempio tempi di attesa al carico e scarico, tempi di attesa ai terminal, ritardo dei treni.
Le aziende hanno inoltre sottolineato la necessità di deroghe per permettere all’autista di raggiungere casa o la sede e la difficoltà di conciliare il rispetto della normativa con le esigenze della committenza, sollevando il problema della responsabilità della filiera.

Molto interessante poi il dato “bulgaro” rispetto alle aree di sosta per veicoli pesanti: il 97% delle aziende ritiene che l’Italia non ne abbia a sufficienza. Molte aziende hanno sottolineato la necessità di servizi di interconnessione digitale tra veicoli, aziende e centri logistici per ottimizzare le operazioni di carico e di scarico.

Per il 59,5% la normativa sui tempi di guida agevola la sicurezza su strada, così come il 61,6% delle aziende giudica positivamente il divieto del riposo settimanale regolare in cabina.

Rispetto ai controlli, poi, Il 57,5% li valuta poco efficaci, il 10% non efficaci, il 32,5% molto efficaci. Il 44% degli intervistati valuta i controlli competenti, il 41,4% poco competenti, il 14,6% non competenti.

Le prime tre voci per cui per le aziende è necessario effettuare maggiori controlli sono, in ordine: manomissione del cronotachigrafo, cabotaggio e concorrenza sleale, efficienza del veicolo.

Tra le problematiche evidenziate dalle aziende: organi di controllo poco formati, necessità di controlli più frequenti e capillari, controlli effettuati per lo più su aziende italiane.

Rispetto invece alle tecnologie il 44%delle aziende è dotato di software per la gestione e pianificazione dei viaggi, il 56% per la geo localizzazione, il 25% per la sicurezza, il 42% per l’amministrazione e la gestione aziendale.

 

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Decreto sicurezza: ecco cosa cambia per la circolazione stradale e l'autotrasporto

Un soggetto residente in Italia da più di 60 giorni non può circolare con un veicolo immatricolato all’estero. Un veicolo o un rimorchio immatricolati all’estero può circolare in Italia per massimo un anno. Sono queste in sintesi alcune delle novità introdotte dalla legge n. 132 del 1° dicembre 2018, entrata in vigore il 4 dicembre, che vanno a integrare o a modificare il Codice della Strada. Più precisamente l’art. 93 CdS.

autostradaIn base alla nuova formulazione, si vieta a chi risiede in Italia da più di 60 giorni di circolare con un veicolo immatricolato all’estero. Il divieto riguarda tanto il cittadino italiano quanto lo straniero che si trovi in tale condizione, alla guida di un qualunque autoveicolo (quindi anche un veicolo commerciale o
industriale).
Di conseguenza, l’intestatario deve chiedere al competente ufficio della Motorizzazione, previa consegna del documento di circolazione e delle targhe estere, il rilascio di un foglio di via e della relativa targa, al fine di condurre il veicolo oltre confine. L’ufficio della motorizzazione provvede alla
restituzione delle targhe e del documento di circolazione alle competenti autorità dello Stato che li ha rilasciati.
Per i trasgressori è prevista una sanzione amministrativa da 712 a 2.848 euro, integrata con la trasmissione del documento di circolazione alla motorizzazione competente, da parte dell’organo accertatore, al fine di ordinare l’immediata cessazione della circolazione del veicolo. Decorsi 6 mesi
dalla violazione, se non è stato richiesto il foglio di via per portarlo oltre il confine italiano, si applica la sanzione della confisca del veicolo stesso.

Di fronte invece alle ipotesi previste dal comma 1-ter dello stesso articolo (mancanza a bordo del documento da cui risulti titolo e durata della disponibilità del veicolo concesso in leasing o in locazione senza conducente da parte di un’impresa costituita in un altro Stato UE che non abbia in Italia
una sede, nonché di veicolo concesso in comodato a un residente in Italia e legato da un rapporto di collaborazione con un’impresa costituita in un altro Stato membro UE che non abbia stabilito in Italia una sede) si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 250 a euro
1.000. Nel verbale di contestazione è imposto l'obbligo di esibizione del documento entro il termine di 30 giorni. Il veicolo è sottoposto alla sanzione accessoria del fermo amministrativo ed è riconsegnato solo dopo che sia stato esibito il documento o, comunque, decorsi 60 giorni dall'accertamento
della violazione. In caso di mancata esibizione del documento, l'organo accertatore provvede all'applicazione della sanzione di cui all'articolo 94, comma 3 (da 711 a 3.554 euro) e alla trasmissione del documento di circolazione all’ufficio della motorizzazione competente per territorio, ordinando
l’immediata cessazione della circolazione del veicolo e il suo trasporto e deposito in luogo non soggetto a pubblico passaggio.

Circolazione di veicoli immatricolati all’estero
Gli autoveicoli, i motoveicoli e rimorchi immatricolati all’estero sono ammessi a circolare in Italia per la durata massima di un anno in base al certificato di immatricolazione dello Stato di origine.
Si prevede l’obbligo di rimpatrio del veicolo nel caso sia scaduto il termine di un anno e il veicolo non sia immatricolato in Italia. In tale ipotesi, l'intestatario chiede al competente ufficio della motorizzazione, previa consegna del documento di circolazione e delle targhe estere, il rilascio di un foglio di via e della relativa targa, al fine di condurre il veicolo oltre i transiti di confine.
L'ufficio della motorizzazione civile provvederà alla restituzione delle targhe e del documento di circolazione alle competenti autorità dello Stato, che li ha rilasciati.

Principio di solidarietà
Per le violazioni punite con sanzioni amministrative pecuniarie, nel caso di violazione dell’art. 84 Cds (locazione veicolo senza conducente) risponde solidalmente il locatario, mentre in quelle di cui dell’articolo 94 Cds (trasferimento proprietà dei veicoli) comma 4-bis, risponde solidalmente l’intestatario temporaneo del veicolo.

Inoltre, nei casi indicati all’articolo 93, commi 1-bis e 1-ter, e all’articolo 132, delle violazioni commesse risponde solidalmente la persona residente in Italia se non prova che la circolazione del veicolo stesso è avvenuta contro la sua volontà.

Gli artt. 213, 214 Cds relativi al sequestro, confisca amministrativa e fermo del veicolo sono stati interamente sostituiti.

Invece è nuovo l’art. 215-bis che tratta il censimento dei veicoli sequestrati, fermati, rimossi, dissequestrati e confiscati.

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Divieti alla circolazione dei mezzi pesanti: pronto il calendario 2019

 

E’ ormai pronto il Decreto 4 Dicembre 2018, n° 525, recante il calendario dei divieti di circolazione fuori dai centri abitati per l’anno 2019 per i veicoli di massa superiore a 7,5 tonnellate. Fermo restando che per l’ufficialità bisogna attendere la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, siamo in grado di anticiparne i contenuti

camion in strada mini

Il CALENDARIO 2019 contiene un monte ore complessivo di divieti (946 ore - 75 giorni comprensivi delle domeniche e dei giorni festivi che cadono di giorno feriale) inferiore di 40 ore a quello stabilito per l’anno 2018 ed a quello del 2017 (986 ore in entrambi gli anni), ci sono però 8 ore in più per ciò che riguarda le ore di divieto che ricadono in giorni lavorativi.

 

 

 

SCARICATE QUI LA CIRCOLARE DI CNA/FITA CON IL CALENDARIO DEI DIVIETI DI CIRCOLAZIONE

SCARICATE QUI IL DECRETO MINISTERIALE 525 DEL 4 DICEMBRE 2018

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Nuove norme sui trasporti: i ministri dell’UE trovano un accordo

Garantire condizioni di lavoro adeguate per i conducenti senza penalizzare il settore: questo è l’obiettivo dell’accordo di massima tra i Ministri dei Trasporti europei. Ora inizia il negoziato con il Parlamento europeo e la Commissione, per arrivare a nuove normative.

camion in strada miniI ministri dei trasporti dell’UE hanno approvato un orientamento generale in merito a nuove norme relative al settore dei trasporti su strada, volte a garantire un equilibrio tra condizioni di lavoro adeguate per i conducenti e la libera prestazione di servizi transfrontalieri per i trasportatori. La riforma introduce l'uso di tachigrafi 'intelligenti' per registrare i passaggi di frontiera e le attività di carico e scarico, stabilendo che entro la fine del 2024, tutti i veicoli che effettuano operazioni di trasporto internazionale dovranno essere dotati di tale dispositivo. In merito al cabotaggio, viene mantenuta la regola che consente un massimo di 3 operazioni nell'arco di 7 giorni, ma per evitare che diventi sistematico è stato introdotto un periodo di stop di 5 giorni (“cooling off”) prima che possano essere effettuate nuove operazioni nello stesso Paese con lo stesso camion. Il trasportatore dovrà organizzare gli orari di lavoro dei conducenti in modo che questi possano tornare al proprio domicilio (nel paese di stabilimento del trasportatore) almeno una volta ogni quattro settimane, oppure ogni 3 se concordano con il datore di lavoro 2 riposi settimanali più brevi. Per garantire condizioni di lavoro adeguate per i conducenti, il riposo settimanale regolare deve essere trascorso al di fuori della cabina e viene introdotto il principio "stessa paga per lo stesso lavoro nello stesso posto", ovvero se un'operazione è organizzata in modo che il legame tra il lavoro del conducente e il paese di stabilimento rimane intatto, il conducente dovrebbe essere escluso dalle norme in materia di distacco. Tuttavia, l’accordo ha segnato una spaccatura con i Paesi dell'Est, con il voto contrario di Polonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Bulgaria, Croazia, Malta e Irlanda, ma anche Belgio e Romania, la quale si è astenuta in vista della presidenza del Consiglio che assumerà a gennaio. Alla posizione del Consiglio seguirà l’avvio dei negoziati con il Parlamento e la Commissione per arrivare al testo legislativo finale.

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Il mondo dell'autotrasporto convocato al Ministero per il 6 dicembre

Il Ministero dei Trasporti ha convocato le Associazioni dell'autotrasporto per il 6 dicembre. Le associazioni chiederanno al governo impegni precisi su una serie di questioni molto urgenti ed importanti, prima fra tutte le accise sul gasolio

 

Le associazioni dell'autotrasporto al Ministero il 6 dicembreIl 29 novembre dal ministero dei Trasporti è arrivata la convocazione delle associazioni dell'autotrasporto per il 6 dicembre alle 15.
Convocazione che fa seguito alla lettera di Unatras dello scorso 15 novembre, in cui dopo essersi lamentato degli esiti infruttuosi dell'incontro dello scorso ottobre, il principale raggruppamento delle associazioni del settore aveva scritto una lettera a Danilo Toninelli ed Edoardo Rixi, rispettivamente ministro e viceministro con delega al settore, per chiedere di passare ai fatti passando in rassegna le criticità che attendono soluzione:
- l'eliminazione del temuto taglio del 15% sul rimborso accise sul gasolio;
- l'allargamento alle officine private della competenza a effettuare revisioni;
- la riscrittura della legislazione in materia di trasporti eccezionali;
- la messa a punta di controlli più massivi per contrastare la concorrenza sleale;
- la ripubblicazione dei valori di riferimento dei costi di esercizio;
- la cancellazione del contributo all'Autorità dei Trasporti introdotto con la conversione in legge del Decreto Genova.

Ci sarebbe anche il fondo per il rinnovo del parco veicoli, ma su questa partita il governo ha giocato di anticipo introducendo nella manovra che lunedì arriverà in discussione in Parlamento un finanziamento di 50 milioni destinato proprio a questo scopo.

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Il contratto di trasporto delle merci e le obbligazioni della filiera - Venerdì 16 novembre 2018 – ore 20.30

Argomenti trattati in questo articolo:

La legge di stabilità 2015 ha introdotto numerose modifiche alla disciplina del trasporto di merci su strada, che incidono in modo significativo sull'attività delle imprese di autotrasporto e su tutta la filiera del trasporto su strada.


Pertanto, CNA ha organizzato ill Seminario: “Il contratto di trasporto delle merci e le obbligazioni della filiera” Venerdì 16 novembre 2018 – ore 20.30
presso CNA Ferrara, Via Caldirolo 84 – Sala Convegni.

 

Programma:
Ore 20.00 Registrazione partecipanti
Ore 20.30 Introduce e coordina i lavori: Fausto Bianconi – Presidente CNA Fita Ferrara
Ore 22.30 Relatore: Avv. Umberto Giusti 
Ore 22.30 Conclusioni: Lorenzo Folli – Resp. CNA Fita Ferrara
Ci soffermeremo sulle principali novità in materia ed analizzeremo le varie casistiche e le responsabilità dei vari soggetti della filiera.

 

COMPILARE LA SCHEDA DI PARTECIPAZIONE  ed inviarla via  fax 0532749236 o via mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 


A tutti i partecipanti verrà rilasciata una chiavetta usb contenente slide, modulistica, fac-simili

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Limitazioni accesso alla Città di Ferrara

Limitazioni all'accesso alla Città di Ferrara - Piano dell'Aria Regionale

Dal primo di Ottobre è in vigore l'ordinanza del Sindaco Di Ferrara che limita l'accesso alle autovetture con limitazioni Diesel fino a Euro 4.

In allegato l’ordinanza relativa alla limitazione alla circolazione del Comune di Ferrara.

Qualora si circoli con un mezzo di categoria inferiore ed interdetto alla circolazione, la sanzione va da € 164 a 658, in caso di reiterazione è prevista la sospensione della patente per 30 giorni.

 

Sono esclusi dal divieto di circolazione di cui ai precedenti punti i seguenti veicoli:

  • autoveicoli con almeno tre persone a bordo (car-pooling) se omologate a quatto o più posti oppure con almeno 2 persone a bordo se omologati a 2/3 posti,
  • elettrici o ibridi dotati di motore elettrico ,
  • funzionanti a metano o GPL,
  • autoveicoli immatricolati come autoveicoli per trasporti specifici ed autoveicoli per usi speciali, come definiti dall'art. 54 comma 2 del Codice della Strada e dall'art. 203 del Regolamento di Esecuzione e Attuazione del Codice della Strada.

I seguenti itinerari stradali sono esclusi dai divieti di cui ai precedenti punti A ), B) e C)

  • Area di parcheggio “Centro Grossisti Diamante”
  • Area di parcheggio “ex MOF”
  • Area di parcheggio “p.le dei Giochi”
  • Area di parcheggio “Palazzo delle Palestre”
  • Area di parcheggio “via Volano”
  • Area di parcheggio Rivana
  • Area di parcheggio su strada Rampari San Paolo
  • Area di parcheggio su strada Rampari San Rocco
  • Parcheggio in struttura “Centro Storico”
  • Parcheggio in struttura “Diamanti”
  • Parcheggio in struttura via del Lavoro
  • c.so Isonzo (da via Darsena a Rampari di san Paolo)
  • p.le Megaglie d’Oro
  • Rampari di San Paolo
  • Rampari di San Rocco
  • Rotatoria P.le San Giovanni
  • via Angelo Drigo
  • via Argine Ducale (da rotatoria via Ferraresi a via Foro Boario)
  • via Arginone
  • via Arianuova (da via Pavone a via Parini ingresso parcheggio Diamanti)
  • via Azzo Novello (da via Bacchelli a via Orlando Furioso)
  • via Bacchelli
  • via Barucchello (da via Padova all’ingresso Centro Grossisti Diamante)
  • via Beethoven
  • via Beetivoglio (da via F.lli Rosselli a via Maragno)
  • via Bologna
  • via Bonzagni
  • via Caldirolo e Ponte Caldirolo (da via Comacchio a via Pomposa)
  • via Canapa
  • via Caretti
  • via Carli
  • via Comacchio
  • via Copparo
  • via Darsena
  • via dei Calzolai
  • via del Lavoro (da via Girotti al parcheggio in struttura di via del lavoro)
  • via della Fiera
  • via delle Fiere
  • via Eridano
  • via F.lli Rosselli
  • via Ferraresi
  • via Giovanni Verità
  • via Gramicia
  • via Ippolito d’Este
  • via Leopardi
  • via Levi
  • via Maragno (da via Bentivoglio a via Padova)
  • via Marconi
  • via Maverna
  • via Michelini
  • via Modena (da inizio c.a. a via Marconi)
  • via Orlando Furioso (da via A.Novello a via Leopardi)
  • via Pannonius
  • via Parini
  • via Pavone (da via Arianuova a santa Maria degli Angeli)
  • via Pomposa
  • via Pontegradella (dall’inizio del C.A. a via Caretti)
  • via Porta Catena (da via Canapa a p.le dei Giochi e Palazzo delle Palestre)
  • via Ravenna
  • via San Giacomo (da rotatoria di via Darsena a via Saragat)
  • via San Maurelio (da via O.Putinati a via Volano)
  • via Schiavoni
  • via Trenti
  • via Veneziani
  • viale Volano
  • via Wagner

Le limitazioni alla circolazione di cui alla presente ordinanza non riguardano:

1) veicoli di emergenza e di soccorso;

2) veicoli in servizio pubblico, appartenenti ad Aziende che effettuano interventi urgenti e di manutenzione sui servizi essenziali (esempio gas, acqua, energia elettrica, telefonia);

2 a) veicoli attrezzati per il pronto intervento e la manutenzione di impianti elettrici, idraulici, termici, della sicurezza e tecnologici in genere, per interventi di accessibilità all'abitazione ed il soccorso stradale;

3) veicoli di sicurezza pubblica;

4) veicoli di lavoratori in turno in ciclo continuo o doppio turno, residenti o con sede di lavoro nella zona interessata dai provvedimenti, limitatamente ai percorsi casa lavoro per turni con inizio e/o fine in orari non coperti dal servizio di trasporto pubblico di linea. I lavoratori interessati dovranno essere muniti di certificazione, rilasciata dal datore di lavoro attestante la tipologia e l'articolazione dei turni e l'effettiva turnazione;

4 a) veicoli di operatori in servizio di reperibilità con certificazione del datore di lavoro .

5) carri funebri e veicoli al seguito;

6) veicoli appartenenti ad Istituti di vigilanza

6 a) veicoli utilizzati dagli Ufficiali Giudiziari

7) veicoli per trasporto persone immatricolate per trasporto pubblico (taxi, noleggio con conducente con auto e/o autobus, autobus di linea, scuolabus, ecc.);

8) veicoli a servizio di persone invalide provvisti di contrassegno "H" (handicap);

9) veicoli utilizzati per il trasporto di persone sottoposte a terapie indispensabili e indifferibili per la cura di malattie gravi o per visite e trattamenti sanitari programmati in grado di esibire la relativa certificazione medica e attestato di prenotazione della prestazione sanitaria;

9 a) veicoli utilizzati per il trasporto di persone dimesse da strutture ospedaliere con apposito certificato;

9 b) veicoli utilizzati dai donatori di sangue nella sola giornata del prelievo per il tempo strettamente necessario da/per la struttura adibita al prelievo;

10) veicoli di paramedici e assistenti domiciliari in servizio di assistenza domiciliare con attestazione rilasciata dalla struttura pubblica o privata di appartenenza , veicoli di medici/veterinari in visita domiciliare urgente muniti di contrassegno rilasciato dal rispettivo ordine;

11) veicoli adibiti al trasporto di farmaci e prodotti per uso medico (gas terapeutici, ecc.);

12) veicoli adibiti al trasporto di prodotti deperibili (frutta, ortaggi, carni e pesci, fiori, animali vivi, latte e/o liquidi alimentari, latticini, sementi, ecc.);

13) veicoli in servizio di smaltimento rifiuti ed a tutela igienico ambientale;

14) veicoli adibiti allo spurgo di pozzi neri o condotti fognari;

15) adibiti al trasporto di giornali , quotidiani e periodici;

16) veicoli che trasportano attrezzature e merci per il rifornimento di ospedali , scuole, mense, cantieri;

17) veicoli di autoscuole muniti di logo identificativo, durante lo svolgimento delle esercitazioni di guida (almeno due persone a bordo);

18) veicoli a servizio del recapito/raccolta postale ed assimilati, come attestato dall'Ente o dalla Ditta che esercita il servizio;

19) veicoli a servizio di operatori del commercio su area pubblica, per i soli spostamenti da/per le aree mercatali assegnate previa compilazione di apposito modulo;

20) veicoli diretti agli istituti scolastici per l'accompagnamento degli alunni di asili nido, scuole materne, elementari e medie inferiori, muniti di attestato di frequenza indicante inoltre l'orario di entrata e di uscita, limitatamente ai 30 minuti prima e dopo tale orario; potranno essere rilasciati un numero massimo di tre permessi per alunno;

21) veicoli di interesse storico e collezionistico, di cui all'art. 60 del Nuovo Codice della Strada, iscritti in uno dei seguenti registri: ASI, Storico Lancia, Italiano Fiat, Italiano Alfa Romeo, Storico FMI, limitatamente alle manifestazioni organizzate;

22) veicoli appartenenti a persone il cui ISEE sia inferiore alla soglia di 14.000 euro, non possessori di veicoli esclusi dalle limitazioni, nel limite di un veicolo ogni nucleo familiare, e regolarmente immatricolati e assicurati, e muniti di autocertificazione.

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L’impegno degli autoriparatori per la sicurezza alla guida. La categoria punta su qualità e professionalità

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La prima delle due giornate promosse da Cna Autoriparazione al circuito di Pomposa sulla Romea aperta con un importante convegno sulla evoluzione del settore auto. Oggi, la festa aperta al pubblico, con corsi per la guida di auto e moto, il motoraduno delle auto d’epoca e le prove in pista di kart

Ferrara - La sicurezza delle persone, nella circolazione stradale, rientra tra le finalità primarie di ordine sociale ed economico perseguite dallo Stato. Un principio, quello contenuto nell'articolo 1 del Codice della Strada, contraddetto dalla spaventosa cifra di morti - una media di 3300 all'anno – a causa di incidenti stradali. Una vera e propria guerra dalle diverse concause, in cui stili di guida e condizioni di efficienza degli autoveicoli hanno certo la loro parte.

Gli autoriparatori della Cna di Ferrara hanno deciso che il tema li riguarda da vicino e lo hanno affrontato con due giornate dal titolo "Veicolo sicuro per una guida sicura. Perché la sicurezza non è uno scherzo", presso il circuito di Pomposa sulla Romea, combinando riflessioni sui necessari cambiamenti che dovranno riguardare il loro lavoro, soprattutto alla luce elle forti trasformazioni tecnologiche che investono il settore auto, con una vera e propria festa popolare all'aperto a cui oggi, domenica, lungo le piste del circuito kart di Pomposa il pubblico è invitato a partecipare. Il programma offre corsi teorici e pratici di guida sicura in auto e moto con campioni ed esperti come Luca Pedersoli e Alex De Angeli, giri liberi in kart e moto su pista, il raduno di bellissime auto d'epoca tenute come gioielli da artigiani appassionati.

Intanto ieri mattina, con il contributo di un gruppo di esperti qualificati, politici e dirigenti di categoria della Cna, si è cercato di andare a fondo su ciò che sta cambiando nel mondo dell'auto e sulle tendenze dei prossimi anni, che vedranno un parco veicolare diviso tra due tendenze opposte, come ha spiegato il ricercatore Marc Aguettaz, amministratore delegato di Gipa Italia: da un lato il progressivo aumento dei veicoli immatricolati al di sotto dei 5 anni (ipertecnologici e sempre più connessi), dall'altro l'innalzamento del segmento delle auto con oltre 15 anni di età. Con conseguenze radicalmente diverse ai fini della manutenzione e nei contenuti professionali stessi degli autoriparatori, se si considera, tra l'altro, che nel prossimo decennio, si valuta che la quota parte dei veicoli a benzina (attualmente attorno al 41%) sarà sostituito gradualmente dalle auto ad alimentazione ibrida (49%) ed elettriche (20,04%).

"Ci chiediamo – ha esordito Devid Fiorini, presidente provinciale degli autoriparatori associati alla Cna di Ferrara – come far comprendere ai nostri clienti che la qualità, l'aggiornamento e la serietà professionale rappresentano un valore fondamentale, anche ai fini della loro sicurezza". Sono oltre 600 le imprese del settore dell'autoriparazione in provincia di Ferrara, con un complesso di quasi 2500 addetti: un pianeta in grande fermento che vede un forte rimescolamento delle tradizionali specializzazioni.

Secondo le statistiche, quello degli operatori indipendenti, degli artigiani in sostanza, è ancora il riferimento privilegiato da automobilisti che scelgono innanzitutto affidabilità, rapidità di esecuzione, vicinanza e offerta di servizi.

Ma c'è poco da riposare sugli allori. "Sappiamo che dovrà cambiare ancora l'approccio di noi operatori al nostro lavoro e le stesse nostre aziende dovranno ancora profondamente innovarsi – ha richiamato Franco Mingozzi, presidente nazionale di Cna Servizi alla Comunità, concludendo i lavori del convegno - Imprese sempre più polifunzionali e polivalenti, altamente specializzate. Al tempo stesso, siamo profondamente convinti che la professionalità è condizione essenziale per la sicurezza sulla strada e che questo valore debba essere riconosciuto dalle leggi dello Stato".

All'incontro, coordinato dal giornalista Mario Rossi della testata Quattroruote, sono inoltre intervenuti Luigi Minen, responsabile del progetto formazione Texaedu; Emanuele Biagetti esperto Ega e l'on. Sara Moretto, componente della X Commissione Attività produttive della Camera dei Deputati.

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Autotrasporto: pubblicato il Comunicato stampa per deduzioni forfetarie e bonus SSN

Con Comunicato stampa del 16/07/2018, il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha indicato, in riferimento al periodo d'imposta 2017 e sulla base delle risorse disponibili, le seguenti misure agevolative a favore degli autotrasportatori: 

1) deduzioni forfetarie di spese non documentate (art. 66, c. 5, 1° periodo, D.P.R. 917/86):

-  38,00 euro per i trasporti oltre il Comune in cui ha sede l'impresa di autotrasporto merci per conto terzi (unico importo, senza distinzione tra i trasporti all'interno della Regione e delle Regioni confinanti e quelli oltre tale ambito territoriale). La deduzione spetta una sola volta per ogni giorno di effettuazione dei trasporti, indipendentemente dal numero dei viaggi;

-   13,30 euro per i trasporti nel Comune in cui ha sede l'impresa (pari al 35% di 38,00 euro).

2) recupero del contributo versato al Servizio Sanitario Nazionale per le imprese di autotrasporto merci, conto terzi e conto proprio 

Le imprese di autotrasporto possono recuperare nel 2018, fino ad un massimo di 300 euro per ciascun veicolo (tramite compensazione in F24, sempre con codice tributo "6793"), le somme versate nel 2017 come contributo al SSN sui premi di assicurazione per la responsabilità civile, per i danni derivanti dalla circolazione dei veicoli a motore adibiti a trasporto merci di massa complessiva a pieno carico non inferiore a 11,5 tonnellate. 

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Fermo dei servizi di autotrasporto. Inviata alla Commissione di Garanzia la proclamazione del fermo dal 6 al 9 Agosto 2018

È stata inviata oggi dall’UNATRAS alla Commissione di Garanzia la proclamazione del Fermo dei servizi di Autotrasporto dal 6 al 9 Agosto 2018.

La proclamazione si è resa necessaria poiché, ad oggi, 11 Luglio 2018, non c’è traccia del comunicato stampa dell’Agenzia delle Entrate che deve ufficializzare gli importi da utilizzare per le deduzioni forfetarie.

Senza le agevolazioni delle deduzioni forfetarie, ovvero con importi inferiori a quelli stabiliti lo scorso anno (17, 85 e 51,00 euro), IL GOVERNO RISCHIA DI DARE IL COLPO DI GRAZIA A QUESTO SETTORE CHE DA ANNI VERSA IN GRAVI DIFFICOLTÀ.

Nei dieci anni di congiuntura economica (2008 – 2017), hanno cessato 26.946 imprese.

Il settore è costretto a sostenere delle spese vertiginose, soprattutto per il  COSTO DEL LAVORO e per l’acquisto del GASOLIO.

In merito ai salari minimi, l’Europa è divisa in tre gruppi: il primo, a cui appartengono i Paesi dell’Est, dove non si raggiungono 500 euro al mese - il secondo, costituito da Paesi del Sud UE con salari compresi tra 5oo e 1.000 euro – il terzo che comprende i Paesi dell’Ovest e del Nord UE dove le retribuzioni minime sono ben al di sopra di 1.000 euro al mese.

L’Italia, non ha un salario minimo ma, secondo un’indagine dello studio legale Rota Porta pubblicato nel 2014 sul Sole 24 Ore si evince che in Italia è intorno ai 1.141,33 euro per il settore dell’abbigliamento, 1.204,84 per l’agricoltura, 1.233,16 per l’alberghiero, 1.266,57 per l’industria metalmeccanica,,1.313,23 per l’edilizia, 1.420,78 per l’alimentare e 1.800,52 per il credito.

Stando a queste soglie, la media del salario minimo italiano (considerati almeno questi settori) si aggirerebbe sui 1.340 EURO (dato 2014).

Nel mese di maggio 2018, l’Italia ha raggiunto il poco invidiabile primato del secondo posto nella classifica dei prezzi di gasolio alla pompa più alti d’Europa; prima di lei solo la Svezia

Inoltre, sempre in Italia, nonostante il costo industriale del gasolio sia in linea con gran parte dei Paesi europei (11° posto, in ordine crescente di  costo industriale del gasolio), tassazione ed accise incidono sul prezzo alla pompa per  il 59,19% e le assegnano, anche in questo caso, il secondo posto per maggiori imposte applicate, prima di lei solo il Regio Unito.  

CON QUESTE DIFFERENZE NON C’È PARTITA. SE A QUESTO AGGIUNGIAMO L’ASSENZA DELLE AGEVOLAZIONI  PREVISTE PER IL SETTORE, L’AUTOTRASPORTO ITALIANO COLLASSA!

Per questo motivo, constatando la completa indifferenza del Governo che neppure convoca un tavolo per avviare un confronto sui problemi della categoria, tutte le sigle aderenti ad UNATRAS hanno sottoscritto ed inviato, in data odierna, la proclamazione del fermo nazionale dei servizi di autotrasporto che verrà effettuato dal 6 al 9 agosto.

Leggi la lettera di proclamazione del fermo.

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Unatras scrive al Ministro Toninelli: "Autotrasporto verso il fermo se non ci saranno risposte"

Argomenti trattati in questo articolo:

In assenza di soluzioni concrete da parte del Governo, la nostra risposta sarà il fermo dell'autotrasporto".
Lo scrive nero su bianco Unatras, l'Unione delle più rappresentative federazioni del trasporto su gomma, in una lettera inviata oggi al ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli.
"A più di un mese di distanza dal Suo insediamento alla guida del dicastero dei Trasporti e dall'invio delle nostre ripetute richieste di incontro per la pronta risoluzione delle problematiche segnalate - scrive Unatras - siamo costretti a constatare la totale indifferenza di questo Governo nei confronti della categoria dell'autotrasporto merci".
Il che sta già producendo gravi effetti alle imprese del settore: non è ancora stata emanata la circolare dell'Agenzia delle Entrate che consente le deduzioni forfettarie per le spese non documentate delle imprese di autotrasporto, "Motivo per cui queste ultime - scrive Unatras - oltre a essere costrette a rimandare il pagamento delle tasse, stanno subendo danni incalcolabili".
Fra le richieste e i nodi da sciogliere ci sono:
• la certezza delle risorse strutturali;
• il contingentamento imposto dall'Austria, in determinate giornate, al traffico dei camion in uscita dal nostro Paese;
• il ripristino della piena funzionalità del sistema delle revisioni dei mezzi presso le Motorizzazioni, a garanzia della sicurezza della circolazione;
• la ripubblicazione dei "costi minimi della sicurezza" e il rispetto dei tempi di pagamento;
• l'estensione del rinvio della fatturazione elettronica anche agli acquisti di carburante in extrarete.
"Qualora nei prossimi giorni non arrivassero risposte concrete alle problematiche sopra esposte, le federazioni aderenti a Unatras preannunciano la decisione di proclamare il fermo dei servizi dell'autotrasporto, con modalità che saranno rese note già dalla prossima settimana".

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Fatturazione elettronica - Proroga della e-fattura carburanti, ma non per tutti. Esclusi i subappaltatori e subcontraenti con rammarico della CNA

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Slitta al 1° gennaio 2019 l'obbligo di emissione della fattura elettronica per le cessioni di benzina e gasolio destinati ad essere utilizzati come carburanti per motori per uso autotrazione, che in base Legge di bilancio 2018 sarebbe dovuto decorrere dallo scorso 1° luglio.

La proroga è stata disposta con il Decreto Legge 28 giugno 2018, n. 79 pubblicato in pari data nella Gazzetta Ufficiale n. 148.

Per i prossimi sei mesi, quindi, i titolari di partita IVA potranno ancora utilizzare la scheda carburante per certificare gli acquisti di benzina e gasolio ad uso autotrazione effettuati presso gli impianti stradali di distribuzione, ma per detrarre l'IVA e dedurre il costo, dal 1° luglio 2018 resta indispensabile l'utilizzo di mezzi di pagamento tracciabili. Come previsto dal provvedimento n. 73203 del 4 aprile 2018, assumono rilevanza tutti i mezzi di pagamento esistenti diversi dal denaro contante. Non solo, quindi, gli assegni, bancari e postali, circolari e non, i vaglia cambiari e postali, ma anche i mezzi di pagamento elettronici, come l'addebito diretto, il bonifico bancario o postale e il bollettino postale, oltre alle carte di debito di credito. (Si veda la notizia dell'11 aprile 2018).

Restano escluse dalla proroga:

- le prestazioni rese da subappaltatori e subcontraenti nell'ambito degli appalti pubblici;

- le cessioni di benzina e gasolio utilizzati come carburanti per motori effettuate da soggetti diversi dagli impianti stradali (ad esempio cessioni effettuate direttamente dalle compagnie petrolifere ovvero dal consorzio ai propri consorziati).

Come evidenziato da CNA è indubbio che l'introduzione di un obbligo avente tale portata innovativa richieda un periodo più ampio per l'implementazione al fine di consentire ai soggetti coinvolti di applicarlo in condizioni di certezza. Nonostante le precisazioni fornite dall'Agenzia delle entrate con il Provvedimento n. 89757 e con la Circolare n. 8, entrambe del 30 aprile 2018, residuano infatti alcune criticità interpretative che, al momento, non hanno trovato soluzione.

Di qui la richiesta della CNA di prevedere, nella fase di conversione del DL 79/2018, la disapplicazione delle sanzioni per eventuali comportamenti difformi tenuti dagli operatori esclusi dalla proroga. In ogni caso riteniamo che dal mese di gennaio 2019 sia necessario prevedere un semestre di sperimentazione per consentire un avvio graduale dei nuovi adempimenti, nel quale dovrà essere consentito il doppio regime di fatturazione, su carta e digitale, per scongiurare anche il rischio di blocchi del sistema di interscambio dell'Agenzia delle Entrate che renderebbero impossibile l'arrivo delle fatture a destinazione e il relativo incasso.

 

 

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Ponti impraticabili, disagi per gli autotrasportatori - CNA Fita sollecita il ripristino e la messa in sicurezza delle opere

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Chiusure e limitazioni provocano l’allungamento dei percorsi e maggiori costi per le imprese dell’autotrasporto. Strade inadeguate per i mezzi pesanti e più traffico in prossimità di piccoli centri abitati

Ferrara - Il ponte sul Po di Pontelagoscuro, ma non solo quello. Ponti chiusi o ad accesso limitato per i mezzi pesanti, costretti ad allungare il percorso lungo strade strette e difficili, in prossimità di piccoli borghi, con aggravio di costi, ma soprattutto di disagi, sia per gli autotrasportatori che per gli abitanti. Il problema viene sollevato dagli autotrasportatori di Cna Fita che, dopo averne fatto partecipe il Prefetto, con una lettera consegnatagli il mese scorso, ora intervengono perché il tema dell'attraversamento e della messa in sicurezza dei ponti venga affrontato innanzitutto dalle Amministrazioni competenti. Si è cominciato con il Ponte Nuovo sul Reno (limitazione entro le 15 tonnellate) e il Ponte Vecchio sul Reno (chiuso) nel territorio di Cento, quindi il ponte sul Volano di Final di Rero (limitazione entro le 12 tonnellate), poi si sono aggiunti il ponte Marghella a Copparo, quello sul Reno a Gallo, il ponte sulla Sp 62 a Pontelangorino, per non parlare di quello sul Po a Pontelagoscuro. Della cui chiusura tanto si è parlato, ma non in riferimento alle difficoltà per le imprese dell'autotrasporto che operano nei territori direttamente interessati delle due sponde, in termini di allungamento dei percorsi di viaggio e dei tempi di percorrenza, dei maggiori costi cui sono costrette.

"Per queste chiusure e limitazioni dei ponti gli autotrasportatori debbono sobbarcarsi molti chilometri in più – spiega Fausto Bianconi, presidente provinciale di Cna Fita - con un aumento importante delle ore di guida e dei costi. Le aziende debbono affrontare una serie di problemi, che vanno dalla difficoltà a garantire la puntualità delle consegne, alla riduzione delle quantità delle commesse. Ma gli effetti di queste deviazioni forzate non riguardano solo gli autotrasportatori, che debbono percorrere strade spesso dissestate e, comunque, non idonee alla circolazione dei mezzi pesanti. C'è anche un tema più generale di sicurezza, per chi come noi lavora sulla strada, ma anche per le popolazioni locali, che vedono un aumento della circolazione di camion e di automezzi di grande dimensione nei pressi del loro centro abitato, lungo strade che, se le condizioni non cambieranno, rischiano ulteriori dissesti, con elevati costi di manutenzione per la collettività ".

La stagione estiva, con l'incremento della circolazione dei mezzi pesanti legata alla campagna dei prodotti ortofrutticoli, non fa che aggravare la situazione, sottolinea Cna Fita. "Per questo – conclude Bianconi - chiediamo interventi strutturali di ripristino e messa in sicurezza di queste opere strategiche, in tempi i più brevi possibile. Per le comunità interessate ciò significa garantire la normale circolazione tra un punto e l'altro del territorio, evitando l'intasamento di zone non idonee al traffico pesante; per le imprese dell'autotrasporto la possibilità di poter lavorare in condizioni accettabili rimanendo competitive sul difficile mercato dell'autotrasporto merci".

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