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CNA e CIA chiedono di accelerare la legge istitutiva del Parco Interregionale del Delta

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Comacchio - Sono decenni che attendiamo il Parco interregionale del Delta, se perdiamo anche questo treno è finita. Questa la sostanza della posizione di CNA e CIA di fronte agli ennesimi palleggiamenti e incertezze, lungaggini e sterili discussioni su chi dovrà presiedere il Parco o meno, sui vincoli da introdurre e le difese identitarie dei territori.

In una conferenza stampa tenutasi oggi a Comacchio, alla Manifattura dei Marinati, le due organizzazioni non hanno esitato a mettere i piedi nel piatto: Il Parco interregionale Emilia – Veneto del Delta del Po non solo si deve fare, ma è questa l'unica ipotesi possibile di parco, tale da avere, cioè, una rilevanza strategica nazionale e internazionale. E, quindi, bando ai localismi e alla politica di basso profilo; senza perdere altro tempo, si vada infine verso questa scelta: l'unica in grado di valorizzare pienamente le eccellenze ambientali, culturali ma anche produttive di questa area, trasformandola in una grande opportunità di sviluppo, sia sotto il profilo turistico, che economico e imprenditoriale in senso più complessivo.
Su questo punto, Davide Bellotti, presidente di CNA Cultura, Stefano Calderoni della Confederazione Italiana Agricoltori, Riccardo Cavicchi presidente di CNA Turismo e Commercio e Giordano Conti presidente della CNA Area Delta, sono stati molto chiari.
"Siamo profondamente convinti – ha sottolineato Bellotti – che il Parco debba costituire una Destinazione turistica di rango nazionale e internazionale, esteso su un'area di grande ampiezza e articolazione, non solo perché questa è, di fatto, la sua dimensione «naturale», riconosciuta dal Mab - Unesco. Ma, in primo luogo, perché un'idea più localistica e riduttiva costituirebbe una mancata occasione di sviluppo. Al contrario, la istituzione del Parco Interregionale significherebbe aprire una fase nuova di crescita per tutto il sistema produttivo ferrarese".
C'è, però, molta preoccupazione sull'iter di approvazione del Parco: "Le due Regioni interessate – ha evidenziato Calderoni – hanno un enorme potere di veto. Se non c'è un accordo ampio tra le Regioni e di tutto il mondo economico e associativo delle due realtà regionali rischiamo di vanificare l'impegno di decenni".
"Sono gli stessi dati sulle presenze turistiche del 2016, riferite, in particolare, ai periodi della primavera e dell'autunno, a confermare l'interesse strategico dell'area del Parco e le sue grandi potenzialità - ha ricordato Riccardo Cavicchi di Cna Turismo – Potenzialità innanzitutto sul versante dell'ambiente naturalistico, un bene che tutti abbiamo interesse a salvaguardare e valorizzare, ma anche di un sistema produttivo e imprenditoriale fortemente intrecciato all'identità e storia di questa area fortemente antropizzata dall'uomo"
CNA e CIA provinciale rivolgono, quindi, un invito a tutte le istituzioni, forze politiche, associazioni imprenditoriali, forze economiche e sociali, associazioni culturali, ad esprimere un orientamento compatto e univoco sulla istituzione del Parco interregionale del Delta in tempi rapidi, auspicando quindi una tempestiva definizione e approvazione della legge istitutiva da parte del Ministero e del Parlamento. Una legge che punti a fissare le condizioni per un avvio il più lineare e rapido possibile del processo istitutive del Parco, rifuggendo da vizi vincolistici e burocratici, che ne demolirebbero di fatto il decollo e la realizzazione delle potenzialità e aspettative, che ne sono alla base.
Inoltre, CNA e CIA chiedono di passare, al più presto, al confronto sui contenuti, così da creare le condizioni affinché si dia luogo a progetti articolati in grado di avviare, al più presto, azioni concrete in grado di sostanziare materialmente il percorso del Parco. Sotto questo profilo, le Associazioni ritengono essenziale una «mappatura» del tessuto imprenditoriale del territorio, delle sue vocazioni produttive e delle tipicità ed eccellenze, cosi da facilitare la promozione delle iniziative più opportune e mirate, sulla base di chiari obiettivi di crescita, per filiere e settori di interesse, da definire attraverso un confronto pubblico – privato.

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