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Premio Cambiamenti 2019: c'è tempo fino al 14 settembre per iscriversi alla prima fase del concorso

iMMAGINE PREMIOTorna il Premio Cambiamenti, un grande concorso naizonale organizzato da Cna che scopre, premia e sostiene le migliori imprese italiane nate negli ultimi tre anni (dopo il 1° gennaio 2016) che hanno saputo riscoprire le tradizioni, promuovere il proprio territorio e la comunità, innovare prodotti e processi e costruire il futuro.

Le iscrizioni all’edizione 2019 del Premio – la quarta – sono aperte fino al 14 settembre. Ci si può iscrivere compilando il form contenuto in queste pagine e seguendo le istruzioni successive: http://www.premiocambiamenti.it/iscrivi-la-tua-impresa/.

Dopo la chiusura dei termini per l’iscrizione partirà un contest nazionale che definirà i partecipanti alla fase finale del premio, in programma per il 28 novembre 2019, che si concluderà con la scelta dei primi tre classificati. Al primo classificato andrà un premio di 20mila euro più altri benefit offerti dal sistema Cna. Il secondo e il terzo riceveranno 5mila euro più i benefit.

Tra la prima fase – il contest nazionale – e la fase finale potranno essere organizzati a livello locale (e quindi anche a Ferrara) eventi, selezioni e premi locali legati a Cambiamenti. Date e particolari organizzativi di tali eventi locali verranno tempestivamente comunicate.

Per saperne di più, seguite il link: www.premiocambiamenti.it

L'Italia resta chiusa almeno fino a Pasquetta: lo ha confermato Conte in diretta Tv e Web

L’Italia rimarrà chiusa fino a Pasquetta, le misure di distanziamento sociale sono prorogate almeno fino al 13 aprile. Il Presidente del Consiglio lo ha annunciato mercoledì sera (01/04/2020) intorno alle 20.30, nel corso di una conferenza stampa in diretta TV e WEB

Il Presidente del Consiglio ha quindi firmato il nuovo DPCM che proroga le norme anti contagio e ha spiegato: “non siamo nella condizione di poter allentare le misure restrittive e alleviare i disagi e risparmiarvi i sacrifici a cui siete sottoposti", ha detto.

Cosa accadrà dopo il 13 aprile? Conte ha chiarito: l'obiettivo del governo è entrare nella fase 2, di graduale allentamento delle misure restrittive, e infine nella frase 3, di ritorno alla normalità e rilancio del Paese. Ora è però impossibile sapere con certezza quando le fasi 2 e 3 potranno effettivamente cominciare: “non sono in grado di dirvi, ora, che il 14 aprile le misure di distanziamento sociale cesseranno”, ha detto Conte. Certo è che “il governo opera a strettissimo contatto con gli esperti e in particolare con il comitato tecnico scientifico nominato proprio per seguire e gestire l’emergenza”. Toccherà agli esperti individuare il momento in cui sarà possibile un allentamento delle misure di sicurezza, e si tratterà sempre e comunque di un allentamento graduale.

Conte ha anche sottolineato che “la nostra Costituzione attribuisce valore prioritario alla tutela della salute e poi cerchiamo anche di contemperare le esigenze dell'economia".

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Chiusura prorogata fino al 13 aprile: lo ha confermato il ministro dalle Salute parlando al senato

Il governo ha deciso di prorogare fino al 13 aprile tutte le misure di limitazione alle attività e agli spostamenti individuali finora adottate. L'ufficialità non c'è ancora, ma arriverà presto. Lo ha annunciato il ministro della Salute, Roberto Speranza, nell'informativa al Senato tenuta questa mattina.

"Attenzione ai facili ottimismi – ha detto Speranza - che possono vanificare i sacrifici fatti: non dobbiamo confondere i primi segnali positivi con un segnale di cessato allarme. La battaglia è ancora molto lunga e sbagliare i tempi o anticipare misure sarebbe vanificare tutto".

"Dobbiamo portare sotto il livello 1 il parametro R con zero, ovvero l'indice di contagio. Questo per evitare che il Sistema sanitario nazionale venga colpito da un ulteriore tsunami, ma la strada è ancora lunga" anche perchè in mancanza di un vaccino è tutto "molto difficile".

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Onoranze funebri: “anche noi in prima linea nell’emergenza. Ecco le nostre richieste”

Evitare la preparazione e vestizione della salma; reperire dispositivi di protezione; ottenere procedure semplificate via PEC per l’autorizzazione dei trasporti funerari – Michela Pazzi, portavoce delle onoranze funebri associate a Cna, elenca le priorità del settore.

“Anche noi siamo in prima linea nell’emergenza: per questo abbiamo scelto una linea di comportamento comune e ci aspettiamo il sostegno delle istituzioni.
Abbiamo bisogno di reperire i dispositivi di protezione individuale (mascherine, calzari ecc.) che da tempo scarseggiano; chiediamo procedure burocratiche semplificate per autorizzare i trasporti funerari; chiediamo che la nostra scelta di non procedere alla preparazione e vestizione delle salme sia sostenuta da apposite ordinanze di tutte le amministrazioni comunali, Ferrara compresa”.

Michela Pazzi è portavoce delle aziende di onoranze funebri associate a Cna: 25 imprese con 110 dipendenti complessivi, la quasi totalità del settore per la provincia di Ferrara. La sua famiglia opera in questo campo sin dagli anni 30 del secolo scorso.

La sua è una manifestazione di responsabilità che viene da tutte le aziende di onoranze funebri del territorio, ma anche una richiesta d’aiuto. “Anche noi, con i nostri operatori, siamo in prima linea in questa emergenza” ribadisce. Prelevare le salme dei defunti nelle case private o nelle strutture, occuparsi del loro trasporto: sono operazioni che, in piena emergenza, comportano rischi.

In primo luogo la preparazione delle salme: “abbiamo deciso di comune accordo – spiega Michela Pazzi – di limitare al massimo le operazioni. Prima della chiusura del feretro, la salma non verrà quindi vestita, ma avvolta in un telo imbevuto di disinfettante. Il motivo è semplice: non si può mai essere certi che la salma che stiamo trattando non fosse affetta da Covid-19. E quindi dobbiamo scegliere procedure che cautelino al massimo i nostri operatori e la loro salute: non sono scelte facili per chi opera in questo settore da tanti anni, e non è facile spiegarlo e farlo accettare ai famigliari dei deceduti. Per questo rinnoviamo il nostro appello, alla Provincia, al Comune di Ferrara e ai comuni che ancora non lo hanno fatto, perché ci vengano incontro con una specifica ordinanza in questa direzione”.

C’è inoltre la difficoltà di reperire dispositivi di protezione: “tutte le aziende di onoranze, per obbligo, devono possederne una certa riserva. Ma l’emergenza fa sì che i dispositivi vengano usati in quantità molto superiori al normale. Grazie a Cna Siamo riusciti a reperire un quantitativo aggiuntivo di mascherine e a rintracciare un fornitore abilitato: ora chiediamo di essere inseriti tra le attività che possono beneficiare di canali di distribuzione privilegiati, al pari delle strutture sanitarie”.

E’ anche assolutamente necessario semplificare le procedure burocratiche: “per il trasporto delle salme – spiega Michela Pazzi - sono necessarie delle autorizzazioni. E’ necessario dare la possibilità, alle imprese di onoranze funebri, di presentare la documentazione necessaria tramite PEC, senza presentarsi fisicamente all’anagrafe comunale. Si risparmierebbe tempo e si eviterebbero spostamenti. Anche in questo chiediamo all’amministrazione Comunale di Ferrara di venirci in aiuto, attivando questa possibilità presso l’anagrafe del capoluogo”

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CNA: “Il dopo-emergenza va costruito subito. Istituzioni, banche e imprese devono avviare immediatamente il confronto”.

Le proposte degli imprenditori della direzione territoriale di CNA Ferrara

“Se vogliamo che, al termine di questa emergenza, le imprese del nostro territorio possano riprendersi, non abbiamo un minuto da perdere. Il “dopo” va progettato subito, e servono subito comportamenti coerenti. Istituzioni, sistema del credito, associazioni imprenditoriali devono mettere a punto un piano d’azione che permetta alle aziende di superare l’emergenza, avendo ancora la capacità di rialzarsi e ricominciare.”

E’ questo il messaggio forte che arriva dalla direzione territoriale di Cna Ferrara, che si è riunita giovedì sera in video-conferenza per analizzare uno scenario economico che non è esagerato definire drammatico. Alla video conferenza -presieduta dal Presidente di Cna Davide Bellotti e coordinata dal direttore Diego Benatti - hanno partecipato 24 imprenditori, Presidenti delle diverse Unioni, Sedi Territoriali, Società ed Enti che compongono la Cna. Gli imprenditori sono ben consapevoli della assoluta necessità di fare sacrifici, rispettando appieno le chiusure determinate dall’emergenza sanitaria: ma sono anche seriamente preoccupati per il futuro.

La situazione

La direzione territoriale ha confermato che alcuni settori sono completamente fermi: primi fra tutti la moda, il turismo, gli eventi e le attività culturali, l’edilizia. Gli altri stanno subendo drastici cali di fatturato, e tendono anch’essi verso lo zero.

Problemi e proposte

In questo contesto il primo dei problemi trasversale fra tutte le aziende è l’assenza di liquidità: le norme introdotte dal governo finalizzate alla sospensione delle rate di mutui e prestiti vanno applicate dalle banche senza esitazione e con rapidità, soprattutto senza rigidità burocratiche. E’ necessario massimizzare l’operatività delle banche nell’applicazione delle moratorie introdotte dal governo, e per questo non va esclusa la creazione di un apposito tavolo di confronto, anche a livello locale. E' evidente che in assenza di liquidità molte aziende e cittadini non potranno onorare i propri impegni, generando così un effetto a domino di imprevedibile estensione. L'ideale sarebbe creare una copertura in grado di garantire a tutti la duplice funzione di riscuotere e pagare. In mancanza di un ombrello tanto largo dovrà essere allora impeccabile e celere (questione di giorni) la decisione immediatamente applicabile di congelare senza troppi distinguo una parte di pagamenti previo tutela delle aziende e degli enti.
Ogni comparto dello Stato deve fare la propria parte, nessuno esente. Il livello provinciale e regionale hanno il compito di recepire ed applicare in modo semplice le direttive nazionali e di modulare le proprie in modo di amplificarne gli effetti.

Su questo fronte viene richiesto che “Le pubbliche amministrazioni onorino il prima possibile i propri impegni nei confronti delle aziende” . In questo periodo si rischia che molte fatture emesse dalle imprese rimangano insolute; se almeno il settore pubblico pagasse celermente le fatture che gli competono, una salutare boccata d’ossigeno, sotto forma di denaro fresco, entrerebbe in circolo.

Le amministrazioni, e in particolare il Comune di Ferrara, dovrebbero mettere mano da subito a una riprogrammazione delle politiche e degli eventi culturali e turistici della città e del territorio: “non si tratta di fare subito un nuovo calendario, cosa che oggi sarebbe impossibile – è stato detto – ma di mettere mano a un elenco di priorità, linee guida e strategie di promozione e comunicazione per essere pronti a ripartire non appena sarà possibile. IN questo momento il mercato turistico estero è fermo e anche il mercato interno, dopo la crisi, si riprenderà con grande lentezza”.

In gravi difficoltà versa il settore estetica-benessere: si teme addirittura che questa categoria non possa accedere al credito d’imposta del 60% sull’affitto dei locali aziendali stabilito per decreto dal governo; e questo sarebbe davvero un gravissimo problema. “SE questa chiusura si protrarrà a lungo, molte aziende del settore finiranno per chiuder ei battenti” è stato detto.

Intanto, le imprese sono per gran parte chiuse e gli imprenditori a casa: dalla direzione territoriale di Cna è emersa la proposta di creare un salvacondotto riservato ai titolari d’impresa per consentire loro, periodicamente, di recarsi nei locali aziendali a verificare che tutto sia in ordine.

Permangono inoltre molte incertezze sulla reale applicazioni degli strumenti di welfare e all’oggi sono quasi irriperibili i DPI e si assiste troppo spesso a fenomeni speculativi e di abusivismo che oltre al danno economico creano di fatto nuovo pericolo sanitario.

E’ perciò indispensabile attivare da subito un tavolo economico per l’adeguata gestione del presente e per programmare da subito la ripresa.

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Ecco il nuovo modello per l'autocertificazione degli spostamenti

E’ uscita una nuova versione del modello per l’autocertificazione degli spostamenti: è stato aggiornato dal Ministero degli Interni sulla base delle più recenti disposizioni finalizzate a contenere l’emergenza da Coronavirus.

Nel nuovo modulo occorre dichiarare il punto di partenza del proprio spostamento, il fatto di essere a conoscenza delle misure adottate a livello nazionale ma anche a livello regionale (ordinanze regionali) e anche delle sanzioni previste in caso di inottemperanza alle misure anti-contagio

Potete scaricarlo qui

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Nuovo decreto del Governo: multe più salate per chi si sposta senza motivo

Multe salate, da 400 a 3000 euro, per chi viola le regole anti contagio. E la possibilità per le singole Regioni di adottare misure più dure di quelle nazionali se il contagio si acuisce: dovranno farlo però coordinandosi con il Governo.
Sono questi i punti cruciali del nuovo decreto legge che è stato licenziato nel pomeriggio di martedì 24 marzo dal governo (ora si attende la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale) un nuovo decreto legge del Governo presentato dal Premier Giuseppe Conte un conferenza stampa.
"Abbiamo deliberato l'adozione di un decreto legge che riordina la disciplina anche dei provvedimenti che stiamo adottando in questa fase emergenziale. Il nostro assetto non prevedeva un'emergenza di questo tipo", ha detto il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa. "Con questo decreto legge abbiamo regolamentato più puntualmente e in modo più trasparente i rapporti tra l'attività del governo e del Parlamento. Prevediamo che ogni iniziativa venga trasmessa ai presidenti delle Camere e che io vada a riferire ogni 15 giorni".

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Bellotti: “E’ la sfida più importante dal dopoguerra. Cna è al fianco delle imprese”

Cna pronta a supportare le imprese nel momento difficile – Domenica videoconferenza con il Prefetto. Benatti, Direttore CNA: “Le nostre sedi al lavoro per aiutare le aziende nell’applicazione del DPCM”

“Ci aspettano momenti difficili e decisivi, in cui dovremo dimostrare grande coesione, rispetto delle regole e capacità di puntare tutti a un solo obiettivo, che si identifica con il bene comune. La piccola e media impresa si è sempre dimostrata all’altezza delle sfide che il Paese ha dovuto affrontare, e lo sarà anche questa volta. Cna è all’opera per sostenerla, con la determinazione e l’efficienza di sempre ma con tutte le cautele che le circostanze impongono.”.

Il Presidente di Cna Ferrara, Davide Bellotti, si rivolge al mondo imprenditoriale del territorio e rassicura sull’impegno che Cna sta portando avanti senza sosta: “Questo è il momento della responsabilità. Le misure che il governo ha inserito nel DPCM 22 marzo – spiega Bellotti - sono indubbiamente dure, ma vanno rigorosamente rispettate per tutelare la salute della nostra gente”.

“In questa fase difficile – prosegue Bellotti - le associazioni imprenditoriali hanno un ruolo essenziale nel coadiuvare lo Stato e rendere operativi i Decreti e le ordinanze di emergenza, creando un filo di comunicazione costante tra le Istituzioni nazionali e locali e il mondo delle imprese. Cna ha quindi operato in stretta collaborazione con le istituzioni, per essere pronti a interpretare il DPCM 22 marzo e a dare istruzioni alle nostre imprese sulla sua applicazione più corretta. Mettiamo a disposizione le nostre competenze per permettere una veloce applicazione delle misure, e contemporaneamente siamo vicini alle imprese dando servizi e consulenze ma anche cercando di tutelarle da eventuali errori
Tuttavia, se il primo obiettivo di questa emergenza è certamente tutelare la salute delle persone, dobbiamo anche impedire che il nostro sistema economico finisca in frantumi. Attraversiamo una fase difficile, in cui non mancano elementi di confusione, e gli strumenti a sostegno delle imprese sono ancora troppo scarsi. In questo contesto, le grandi associazioni imprenditoriali come Cna hanno un ruolo duplice: dobbiamo far comprendere alle istituzioni quanto siano indispensabili interventi di tutela all'imprenditoria e contemporaneamente fare rete, in modo da rendere veloci ed efficienti  gli aiuti.”.

Domenica pomeriggio, dopo la firma del Decreto da parte del Presidente del Consiglio, il direttore di Cna Ferrara Diego Benatti ha partecipato, insieme ai rappresentanti delle altre associazioni imprenditoriali del territorio, alla videoconferenza indetta dal Prefetto di Ferrara dott. Michele Campanaro. “In quella sede – spiega Benatti – ho ribadito che la Cna è operativa e a disposizione dei soci e delle imprese attraverso i propri uffici e il proprio personale che – seppure in misura ridotta per ottemperare alle disposizioni di sicurezza - opera comunque in tutte le sedi, provinciale e territoriali. Le sedi sono chiuse al pubblico, ma operano costantemente tramite contatti telefonici e via mail”.

“Stiamo attraversando, il Paese e il nostro territorio, la più difficile emergenza dal dopoguerra - conclude Bellotti - La Cna, che proprio nell'immediato dopoguerra è nata, sosterrà senza riserve le proprie imprese ed esse si dimostreranno ancora una volta all’altezza della sfida. Da questa emergenza usciremo diversi, ma sicuramente non meno forti”.

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E' stato diffuso un nuovo modello per l'autodichiarazione degli spostamenti

Il Ministero dell'interno ha diffuso una nuova versione del modello di autocertificazione degli spostamenti. Il nuovo modulo tiene conto del divieto di spostarsi tra comuni diversi, contenuta nell'ordinanza 20 marzo del Ministero della sanità.

SCARICA QUI IL MODELLO IN VERSIONE STAMPABILE

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E' stato diffuso un nuovo modello per l'autodichiarazione degli spostamenti

Il Ministero dell'interno ha diffuso una nuova versione del modello di autocertificazione degli spostamenti. Il nuovo modulo tiene conto del divieto di spostarsi tra comuni diversi, contenuta nell'ordinanza 20 marzo del Ministero della sanità.

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CNA al Governo: almeno 48 ore per fermare in modo ordinato le attività non essenziali

Per la salvaguardia della salute dei cittadini devono essere adottate tutte le misure necessarie e CNA condivide l’esigenza di sospendere qualsiasi attività che non rientra nella fornitura di beni e servizi essenziali per la comunità. È un sacrificio che la Confederazione, le imprese, i lavoratori e i cittadini sono pronti a sostenere con responsabilità per sconfiggere un nemico invisibile.

Davanti al bene supremo che è la vita, tutto passa in secondo piano. Tuttavia CNA ha presentato al Governo alcune osservazioni sull’operatività del provvedimento per favorire la sospensione ordinata e la massima chiarezza sulle attività essenziali. In particolare l’entrata in vigore della sospensione delle attività deve prevedere necessariamente una gradualità temporale, almeno 48 ore, per consentire alle imprese di porre in essere tutte gli interventi indispensabili alla chiusura degli impianti, alla gestione del personale, dei clienti e fornitori, di evadere gli ordini.

Inoltre, l’individuazione delle attività e dei servizi essenziali non può essere rimessa alla mera elencazione dei codici ATECO, in quanto risulterebbe incompleta e foriera di numerosi dubbi interpretativi. Per questo motivo, CNA chiede che nel provvedimento venga espressamente consentito lo svolgimento delle attività accessorie a quelle essenziali indicate nell’elenco ATECO. Al riguardo è necessario garantire continuità operativa a tutte quelle attività manutentive, legate a cicli produttivi e non, finalizzate a mantenere efficienti e in buono stato i macchinari e gli impianti in modo da non pregiudicare la capacità dell’impresa quando terminerà l’emergenza. Occorre inoltre consentire l’operatività a quelle imprese che si stanno riconvertendo per la produzione di mascherine e dispositivi per la salute e oggi sprovviste di codice ATECO.

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Chiuse in tutta Italia le attività produttive non essenziali: l'annuncio notturno di Conte

Tutte le attività produttive non essenziali, che non siano strettamente necessarie a garantire beni o servizi di prima necessità, chiudono i battenti in tutta Italia. Lo ha deciso il governo, e lo ha annunciato il Premier Giuseppe Conte indiretta tv e web alle 23 30 di sabato sera.
Non sono invece previste strette ulteriori a supermercati, negozi di alimentari, farmacie e para farmacie, per le quali non sono state annunciate dal governo restrizioni ulteriori, se non quelle decise dalle singole Regioni.

Continueranno ad essere garantite anche le attività bancarie, assicurative e postali, e i trasporti pubblici essenziali.

“Al di fuori delle attività lavorative indispensabili, saranno consentite soltanto quelle in smart working - ha aggiunto il premier.

Si tratta di decisioni drastiche che, ha detto il premier, “sono necessarie per affrontare la fase più acuta del contagio” Il governo, ha promesso Conte, metterà in campo risorse e misure straordinarie che, conclusa l'emergenza, permetteranno al Paese di riprendersi quanto prima.

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Nuova Ordinanza regionale: in Emilia-Romagna supermercati chiusi la domenica a partire da domani 22 marzo. Escluse farmacie e parafarmacie

 Chiusi i supermercati la domenica già da domani, 22 marzo: è quanto prevede l’ordinanza firmata questa mattina dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, varata per rafforzare le misure di contrasto alla diffusione del Covid-19.

L’ordinanza regionale prevede che, ad esclusione di faramacie e parafarmacie, nei giorni festivi vengano sospese tutte le attività di commercio al dettaglio e all’ingrosso, comprese le attività di vendita di prodotti alimentari, sia nell’ambito degli esercizi di vicinato che delle medie e grandi strutture di vendita, anche quelli ricompresi nei centri commerciali o nelle gallerie commerciali.

Inoltre, sono sospesi – tutta la settimana - i mercati ordinari e straordinari, i mercati a merceologia esclusiva, i mercatini e le fiere, compresi i mercati a merceologia esclusiva per la vendita di prodotti alimentari e più in generale i posteggi destinati e utilizzati per la vendita di prodotti alimentari.

Il provvedimento prevede anche la chiusura al pubblico dei cimiteri comunali, garantendo, comunque, l’erogazione dei servizi di trasporto, ricevimento, inumazione, tumulazione, cremazione delle salme.

L’atto resterà in vigore fino al prossimo 3 aprile.

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Il governo assicura: nessun click day per assegnare l'indennità a lavoratori autonomi e stagionali, partite Iva e professionisti. Vittoria CNA

Il governo assicura: non ci sarà nessun click day. E i soldi basteranno per tutti. La lotteria per assegnare il bonus da 600 euro a lavoratori autonomi e stagionali, partite Iva e professionisti dovrebbe andare, quindi, definitivamente in archivio.

Una vittoria della CNA che, appena si era diffusa la notizia (attribuita all’Inps), era immediatamente scesa in campo con un comunicato nel quale si sottolineava come “affidare la distribuzione del bonus a uno strumento aleatorio” fosse decisamente troppo: “solo il pensiero di ricorrere al click day rappresenta un’offesa gravissima per quasi cinque milioni di italiani”.

In una intervista a un quotidiano il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ha sostenuto che “il click day è una fake news”. E la sua collega al Lavoro, Nunzia Catalfo, ha annunciato che arriverà una data a partire dalla quale si potranno presentare le domande per ottenere il bonus. Quanto alle risorse, Nunzia Catalfo ha spiegato che basteranno per l’intera platea degli aventi diritto. Nel caso, però, i fondi non fossero sufficienti (come tutto lasciava sembrare) – si è preoccupato di chiarire il sottosegretario all’Economia, Roberto Baretta – in breve tempo, un nuovo decreto rifinanzierà il bonus.

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Nuova ordinanza del Governo: attività motoria da soli e vicino a casa, parchi chiusi in tutta italia.

Il governo ha emesso (nella serata del 20 marzo) una nuova ordinanza che pone ulteriori limiti agli spostamenti, alle attività all'aperto, agli spostamenti nelle seconde case. Chiude inoltre parchi e giardini pubblici, secondo una linea già adottata in Emilia Romagna da alcuni giorni. Il governo non impone la chiusura domenicale di supermercati e negozi di alimentari, ritenendo che potrebbe risultare controproducente, creando maggiori code e assembramenti nei prefestivi. L’ordinanza per ora è valida fino al 25 marzo: in quella data dovrà essere rinnovato il dpcm che aveva imposto la stretta a tutti gli spostamenti e la chiusura di bar e negozi. Si andrà quindi, con tutta probabilità, a un nuovo testo che metterà insieme tutti i divieti imposti sino ad oggi, ivi compresa l’ordinanza emessa ieri sera.

Questi i divieti contenuti nell’ordinanza:

a) è vietato l’accesso del pubblico ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici;

b) non è consentito svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto; resta consentito svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione, purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona;

c) sono chiusi gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, posti all’interno delle stazioni ferroviarie e lacustri, nonché nelle aree di servizio e rifornimento carburante, con esclusione di quelli situati lungo le autostrade, che possono vendere solo prodotti da asporto da consumarsi al di fuori dei locali; restano aperti quelli siti negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro;

d) nei giorni festivi e prefestivi, nonché in quegli altri che immediatamente precedono o seguono tali giorni, è vietato ogni spostamento verso abitazioni diverse da quella principale, comprese le seconde case utilizzate per vacanza.

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ECCO LE RISPOSTE ALLE DOMANDE PIU' FREQUENTI DELLE AZIENDE

ATTIVITA’ INSTALLAZIONE E IMPIANTI

Domanda: Quali attività di installazione e manutenzione impianti sono permesse da decreti e dalle ordinanze in vigore?
Risposta: l’ordinanza del Presidente della Regione Emilia Romagna del 14 marzo 2020 dice con chiarezza che la sospensione delle attività inerenti ai servizi alla persona (di cui al punto 3 dell’articolo 1 comma 1 , punto 3 del dpcm 11 marzo 2020, non si applica a tutte le attività necessarie di servizi alla casa (a titolo esemplificativo, idraulici, elettricisti ecc.) e di servizi ai mezzi di trasporto (a titolo esemplificativo gommisti, elettrauti, meccanici e carro attrezzi).

 
Domanda: La mia certificazione FGAS e in scadenza e data la situazione l’ente di certificazione non è in grado di procedere per il rinnovo, come posso fare per continuare a lavorare senza interruzioni?
Risposta: Come da richiesta fatta dalla CNA al Governo, nel Decreto Legge 17 marzo 2020, n. 18 all’ art. 103 (Sospensione dei termini nei procedimenti amministrativi ed effetti degli atti amministrativi in scadenza) nel comma 2 si prevede che  “Tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, in scadenza tra il 31 gennaio e il 15 aprile 2020, conservano la loro validità fino al 15 giugno 2020”.
L’interpretazione ufficiale dell’Ufficio Legislativo della CNA Nazionale, ritiene che, in quanto certificazioni o atti abilitativi, rientrino in questa fattispecie sia le certificazioni f-gas che le scadenze relative alla qualificazione FER.
 
Domanda: Sta per scadere il mio aggiornamento della qualifica FER come posso fare per non perdere i miei requisiti?
Risposta: Come da richiesta fatta dalla CNA al Governo, nel Decreto Legge 17 marzo 2020, n. 18 all’ art. 103 (Sospensione dei termini nei procedimenti amministrativi ed effetti degli atti amministrativi in scadenza) nel comma 2 si prevede che  “Tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, in scadenza tra il 31 gennaio e il 15 aprile 2020, conservano la loro validità fino al 15 giugno 2020”.
L’interpretazione ufficiale dell’Ufficio Legislativo della CNA Nazionale, ritiene che, in quanto certificazioni o atti abilitativi, rientrino in questa fattispecie sia le certificazioni f-gas che le scadenze relative alla qualificazione FER.
 

RIFIUTI

Domanda: In merito alla documentazione MUD (Modello unico di dichiarazione ambientale) data la situazione di emergenza è possibile sperare in una proroga?
Risposta: L’art. 113 del DL 18 /2020  del 17/03/2020 CURA ITALIA affronta proprio il Rinvio di scadenze adempimenti relativi a comunicazioni sui rifiuti
1.Sono prorogati al 30 giugno 2020 i seguenti termini di:
a) presentazione del modello unico di dichiarazione ambientale (MUD) di cui all’articolo 6, comma 2, della legge 25 gennaio 1994, n. 70;
b) presentazione della comunicazione annuale dei dati relativi alle pile e accumulatori immessi sul mercato nazionale nell'anno precedente, di cui all’articolo 15, comma 3, del decreto legislativo 20 novembre 2008, n. 188, nonché trasmissione dei dati relativi alla raccolta ed al riciclaggio dei rifiuti di pile ed accumulatori portatili, industriali e per veicoli ai sensi dell’articolo 17, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 20 novembre 2008, n. 188;
c) presentazione al Centro di Coordinamento della comunicazione di cui all’articolo 33, comma 2, del decreto legislativo n. 14 marzo 2014, n. 49;
d) versamento del diritto annuale di iscrizione all’Albo nazionale gestori ambientali di cui all’articolo 24, comma 4, del decreto 3 giugno 2014, n. 120.
 


ATTIVITA’ SOMMINISTRAZIONE ALIMENTI E BEVANDE


(aggiornamento sulla base della recente ordinanza della Regione Emilia Romagna del 18-03-2020 n. 41)
 
Domanda: Quali sono le indicazioni per gli esercizi di somministrazione posti nelle aree di servizio?
Risposta: Come da Ordinanza Regione Emilia Romagna 18 03 2020 Num. 41 al fine di ulteriormente contrastare le forme di assembramento di persone a tutela della salute pubblica sul territorio regionale, l’apertura degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, posti nelle aree di servizio e di rifornimento carburante:
a) è consentita lungo la rete autostradale (art 2, co. 2, lett. A del codice della strada) e lungo la rete delle strade extraurbane principali (art. 2 co. 2 lettera B del codice della strada);
b) è consentita limitatamente alla fascia oraria che va dalle ore sei alle ore 18 dal lunedì alla domenica, per gli esercizi posti lungo le strade extraurbane secondarie (art. 2 co. 2 lettera C del codice della strada);
c) non è consentita nelle aree di servizio e rifornimento ubicate nei tratti stradali comunque classificati che attraversano centri abitati. 3.
Le disposizioni del decreto producono effetto a partire dalla data del 19 marzo 2020 e sino al 3 aprile 2020
 

CISTERNE DI CARBURANTE AD USO PRIVATO
(aggiornamento sulla base della comunicazione dell’Agenzia delle Dogane)

Domanda: È confermata l’entrata in vigore al 1 aprile 2020 delle disposizioni riguardanti le cisterne di carburante ad uso privato previste dall’art. 5 della Legge 157/2019?
Risposta: No, è stata differita al 30 giugno 2020 (vedi allegato)


 
CONSEGNE A DOMICILIO

Domanda: E’ possibile consegnare a domicilio prodotti non alimentari/ristorazione?

Risposta: Oltre alla deroga per ristorazione/alimentare si possono effettuare consegne a domicilio solo se il proprio codice ateco fa riferimento alle seguenti tipologie (inserite come deroghe nell’allegato 1 del DPM 11 marzo 2020):
-Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet
-Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato per televisione
-Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto per corrispondenza, radio, telefono
 
Se non si rientra in queste casistiche non è possibile effettuare consegna a domicilio.

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Nuova stretta della Regione Emilia-Romagna per ridurre al minimo il contagio: corsa e passeggiate con il cane solo vicino a casa

Nuovo giro di vite della Regione Emilia Romagna: chiusi parchi e giardini pubblici in tutta la Regione; si può uscire con il cane o per fare una corsa soltanto nelle vicinanze di casa; restrizioni sui punti di ristoro lungo le strade extraurbane.

Ecco i contenuti dell'ordinanza emanata nella serata di ieri dal Presidente della Regione Emilia Romagna, finalizzata al contrasto delle forme di assembramento delle persone. L’ordinanza prevede quanto segue:

1. Al fine di evitare assembramenti di persone, sono chiusi al pubblico parchi e giardini pubblici. L’uso della bicicletta e lo spostamento a piedi sono consentiti esclusivamente per le motivazioni ammesse per gli spostamenti delle persone fisiche (lavoro, ragioni di salute o altre
necessità come gli acquisti di generi alimentari). Nel caso in cui la motivazione sia l’attività motoria (passeggiata per ragioni di salute) o l’uscita con l’animale di compagnia per le sue esigenze fisiologiche, si è obbligati a restare in prossimità della propria abitazione.

2. Al fine di ulteriormente contrastare le forme di assembramento di persone a tutela della salute pubblica sul territorio regionale, l’apertura degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, ai sensi del DPCM 11 marzo 2020, posti nelle aree di servizio e di rifornimento carburante:
a) è consentita lungo la rete autostradale (art 2, co. 2, lett. A del codice della strada) e lungo la rete delle strade extraurbane principali (art. 2 co. 2 lettera B del codice della strada);

b) è consentita limitatamente alla fascia oraria che va dalle ore sei alle ore 18 dal lunedì alla domenica, per gli esercizi posti lungo le strade extraurbane secondarie (art. 2 co. 2 lettera C del codice della strada);

c) non è consentita nelle aree di servizio e rifornimento ubicate nei tratti stradali comunque classificati che attraversano centri abitati.

Le disposizioni del presente decreto producono effetto a partire dalla data del 19 marzo 2020 e sino al 3 aprile 2020.

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Bellotti, CNA: “Una priorità per tutti: impedire che il nostro sistema economico vada in frantumi”

“Tutti i comuni della provincia di Ferrara devono rivedere subito i propri bilanci, introducendo una priorità assoluta: sostenere il sistema delle imprese e impedire che vada in frantumi sotto i colpi dell’emergenza. Stiamo attraversando tutti insieme un’emergenza sanitaria che ci sta mettendo a durissima prova. Ne usciremo, ne sono certo, battendo il contagio con l’impegno di tutti: ma quando l'emergenza sarà finita il nostro sistema di imprese deve essere in condizioni di riprendersi nel più breve tempo possibile”.

Davide Bellotti, Presidente di Cna Ferrara, lancia un appello ai Sindaci, alla Presidente della Provincia, a tutte le Istituzioni locali e ai partiti: “stiamo attraversando - spiega Bellotti - la crisi sociale ed economica più grave dal dopoguerra ad oggi. E’ assolutamente necessario intervenire con decisione anche a livello locale: altrimenti il nostro tessuto economico, già fragile, ne uscirà con le ossa rotte. Bisogna indirizzare tutte le risorse possibili a sostegno dell’economia locale, per salvaguardare le imprese esistenti e le migliaia di lavoratori del nostro territorio”.

Prosegue Bellotti: “nella giornata di ieri (sabato 14 marzo) abbiamo già contattato il Presidente della Camera di Commercio di Ferrara Paolo Govoni che ci ha assicurato il pieno sostegno in questa direzione. Ora chiediamo con forza che si muovano anche gli altri enti locali, riprogrammando investimenti e bilanci in vista di un obiettivo prioritario: permettere alle nostre imprese di sopravvivere oggi e di ripartire domani, quando l’emergenza sarà superata”.

In un momento così difficile, Bellotti lancia anche un appello all’unità rivolto alla politica e ai partiti: “questo non è il momento di distinguersi tra destra e sinistra – dice Bellotti – E’ necessario, come nel dopoguerra, un patto per la ricostruzione economica, civile e sociale di un paese che, alla fine dell’emergenza, non sarà più quello di prima”.

La situazione economica è difficilissima: già nei primi giorni dell’emergenza il 50% delle aziende ha messo in Cassa Integrazione i dipendenti. Intere filiere produttive sono ferme: turismo, organizzazione di eventi, trasporto persone, commercio non alimentare al dettaglio, ristoranti, bar, palestre, estetiste, parrucchiere e tante altre.
“Sono filiere imprenditoriali – spiega Bellotti – che occupano migliaia di dipendenti che in questo momento sono sospesi dal lavoro. Altre filiere, come l’edilizia, l’impiantistica, l’autoriparazione vedranno nei prossimi giorni bruschi cali di attività”.

“Dobbiamo guardare in faccia la realtà - conclude Bellotti – Tornare alla normalità è possibile, e sono certo che ce la faremo. Ma ci vorranno molti mesi, e bisogna muoversi subito: senza indugio, senza polemiche, senza perdere nemmeno un minuto”

 

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25 miliardi per sostenere il Paese nell'emergenza coronavirus. Ecco il decreto del governo

Vale complessivamente 25 miliardi il decreto varato oggi (lunedì 16 marzo) dal Consiglio dei Ministri e illustrato in conferenza stampa dal capo del governo Giuseppe Conte e dai Ministri Gualtieri e Catalfo.

Il premier Conte l’ha definita “una manovra poderosa” finalizzata a sostenere l’economia, le famiglie, le imprese e i lavoratori. Non sarà l’uiltima, come hanno sottolineato lop stesso Cote e il Ministtro dell'economia Gualtieri: ad aprile verrà quasi certamente formulato un nuovo decreto con nuove misure.
Quindi: “25 miliardi di “denaro fresco” e la contemporanea attivazione di flussi finanziari per complessivi 350 miliardi”, questo, nelle parole del Premier, lo sforzo che il governo porta a termine con il decreto varato oggi.

Il decreto conferma molte delle misure che sono state anticipate in questi giorni: ecco alcuni esempi
Viene istituita una cassa integrazione universale, che potrà essere usufruita anche dlale imprese con meno di cinque dipendenti, e sarà pagata dallo Stato.

E’ possibile la sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa per chi è in difficoltà, estesa anche agli autonomi, senza necessità di presentare l’Isee.
Agli autonomie alle partite Iva viene riconosciuta una indennità una tantum di 600 euro per il mese di marzo.

Iva e Irpef sono sospese fino al 30 maggio: poi potranno essere pagate o in unica soluzione o dilazionate in cinque rate.

Non appena possibile invieremo ai soci e pubblicheremo una disamina analitica integrale del decreto e dei provvedimenti in esso contenuti.

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Ecco le norme da rispettare per contenere la diffusione del virus Covid 19 nei posti di lavoro

Sintesi del Protocollo condiviso firmato da associazioni imprenditoriali, sindacati e governo il 14 marzo 2020

1. INFORMAZIONE

Informazione a tutti i lavoratori e a chiunque entri in azienda circa le disposizioni delle Autorità tramite consegna o affissione di materiale informativo, in particolare su:

  • obbligo di rimanere a casa in presenza di febbre e sintomi influenzali,

  • obbligo di informare il datore di lavoro in caso di insorgenza di sintomi influenzali durante il lavoro,

  • obblighi di comunicazione al medico di famiglia ed all’autorità sanitaria,

  • obbligo di rispetto delle disposizioni (distanze di sicurezza e corretti comportamenti igienici).

2. MODALITA’ DI INGRESSO IN AZIENDA

Divieto di accesso al personale con temperatura corporea superiore ai 37,5° e a chiunque negli ultimi 14 giorni, abbia avuto contatti con soggetti risultati positivi al COVID-19 o provenga da zone a rischio secondo le indicazioni dell’OMS. Eventuale controllo della temperatura corporea del personale prima dell’accesso al luogo di lavoro ed eventuale richiesta del rilascio di dichiarazioni nel rispetto della disciplina vigente in materia di privacy.

3. MODALITA’ DI ACCESSO DEI FORNITORI ESTERNI

  • Ingresso, transito e uscita dei fornitori secondo percorsi e tempistiche predefiniti, riduzione delle occasioni di contatto con il personale. Gli autisti devono rimanere a bordo dei mezzi e comunque attenersi alla distanza di 1 metro nelle operazioni di carico/scarico.

  • Per gli esterni individuare/installare servizi igienici dedicati, garantendo pulizia giornaliera.

  • Riduzione al minimo dell’accesso di visitatori. Rispetto delle condizioni di sicurezza anche nell’eventuale servizio di trasporto organizzato dall’azienda.

  • Applicazione del protocollo anche alle aziende in appalto con sedi/cantieri presso il sito.

4. PULIZIA E SANIFICAZIONE IN AZIENDA

  • Pulizia giornaliera e sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago.

  • Pulizia e sanificazione secondo le indicazioni ministeriali e ventilazione in caso di presenza di una persona con COVID-19 all’interno dei locali aziendali.

  • Pulizia a fine turno e sanificazione periodica di tastiere, schermi touch, mouse con adeguati detergenti in uffici e reparti.

  • Possibilità di organizzare interventi particolari/periodici di pulizia ricorrendo agli ammortizzatori sociali (anche in deroga).

5. PRECAUZIONI IGIENICHE PERSONALI

Obbligo per tutte le persone presenti di adottare tutte le precauzioni igieniche, in particolare per le mani: è raccomandata la frequente pulizia delle mani con acqua e sapone. L’azienda mette a disposizione idonei mezzi detergenti per le mani.

6. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE

  • Utilizzo di mascherine secondo quanto previsto dalle indicazioni dell’OMS: in caso di difficoltà di approvvigionamento e solo per evitare la diffusione del virus, potranno essere utilizzate mascherine la cui tipologia corrisponda alle indicazioni dell’autorità sanitaria.

  • Utilizzo di mascherine e altri DPI (guanti, occhiali, tute, cuffie, camici, ecc…) se il lavoro impone di lavorare a distanza minore di un metro e non sono possibili altre soluzioni.

  • Preparazione da parte dell’azienda del liquido detergente secondo le indicazioni dell’OMS (https://www.who.int/gpsc/5may/Guide_to_Local_Production.pdf)

7. GESTIONE SPAZI COMUNI (MENSA, SPOGLIATOI, AREE FUMATORI, DISTRIBUTORI DI BEVANDE E/O SNACK…)

  • Accesso contingentato, ventilazione continua, tempi ridotti di sosta e mantenimento della distanza di sicurezza di 1 metro tra le persone negli spazi comuni, comprese le mense aziendali, le aree fumatori e gli spogliatoi.

  • Sanificazione degli spogliatoi per il deposito degli indumenti da lavoro garantendo idonee condizioni igieniche.

  • Sanificazione periodica e pulizia giornaliera dei locali mensa, delle tastiere dei distributori di bevande e snack.

8. ORGANIZZAZIONE AZIENDALE (TURNAZIONE, TRASFERTE E SMART WORK, RIMODULAZIONE LIVELLI PRODUTTIVI)

  • Possibile disporre la chiusura di tutti i reparti diversi dalla produzione; rimoludazione dei livelli produttivi.

  • Assicurare turnazione dei dipendenti per diminuire i contatti, utilizzare lo smart working. In caso di utilizzo di ammortizzatori sociali, anche in deroga, valutare sempre la possibilità di assicurare che gli stessi riguardino l’intera compagine aziendale, anche con rotazioni; utilizzo prioritario di soluzioni che consentono astensione dal lavoro senza perdita di retribuzione; utilizzo di ferie arretrate.

  • Sono sospese e annullate tutte le trasferte/viaggi di lavoro nazionali e internazionali, anche se già concordate/organizzate.

9. GESTIONE ENTRATA E USCITA DEI DIPENDENTI

Favorire orari di ingresso/uscita scaglionati in modo da evitare il più possibile contatti nelle zone comuni (ingressi, spogliatoi, sala mensa), dedicando dove possibile una porta di entrata e una porta di uscita da questi locali e garantendo la presenza di detergenti segnalati da apposite indicazioni.

10. SPOSTAMENTI INTERNI, RIUNIONI, EVENTI INTERNI E FORMAZIONE

  • Limitare al minimo spostamenti interni.

  • Vietate le riunioni in presenza: nei soli casi di necessità e urgenza ridurre al minimo la partecipazione necessaria garantendo distanze, pulizia ed aerazione dei locali.

  • Sospesi e annullati tutti gli eventi interni e ogni attività di formazione in modalità in aula, anche obbligatoria, anche se già organizzati; è possibile effettuare la formazione a distanza, anche per i lavoratori in smart work. Il mancato completamento dell’aggiornamento della formazione professionale e/o abilitante entro i termini previsti per tutti i ruoli aziendali in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro dovuto all’emergenza in corso non comporta l’impossibilità a continuare lo svolgimento dello specifico ruolo/funzione (es. addetti emergenze, carrellisti, ecc.).

11. GESTIONE DI UNA PERSONA SINTOMATICA IN AZIENDA

Se una persona in azienda sviluppa febbre e sintomi di infezione respiratoria, lo dichiara subito all’ufficio personale: si procede al suo isolamento in base alle disposizioni dell’autorità sanitaria e a quello degli altri presenti dai locali. L’azienda avverte subito le autorità sanitarie competenti e i numeri di emergenza per il COVID-19 e collabora per la definizione degli eventuali “contatti stretti” in caso di positività al tampone COVID-19. Nel periodo dell’indagine, l’azienda potrà chiedere agli eventuali possibili contatti stretti di lasciare cautelativamente lo stabilimento, secondo le indicazioni dell’Autorità sanitaria.

12. SORVEGLIANZA SANITARIA/MEDICO COMPETENTE/RLS

La sorveglianza sanitaria deve proseguire rispettando le misure igieniche contenute nelle indicazioni del Ministero della Salute (cd. decalogo) privilegiando le visite preventive, le visite a richiesta e le visite da rientro da malattia. Non interrompere la sorveglianza sanitaria periodica. Il medico competente segnala all’azienda situazioni di particolare fragilità e patologie attuali o pregresse dei dipendenti e l’azienda provvede alla loro tutela nel rispetto della privacy.

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