Normative e Servizi

Precisazioni del Ministero del Lavoro sul Decreto Dignità

Decretio dignità: la approvazione del ParlamentoIl Ministero del Lavoro ha fornito prime indicazioni dettagliate sulle novità introdotte dal Decreto Dignità relativamente al contratto a termine e alla somministrazione di lavoro. In particolare si interviene, tra l'altro, sui casi di obbligo della causale, sulle caratteristiche dell'ulteriore contratto a termine di 12 mesi in deroga assistita una volta raggiunto il limite massimo di durata del contratto a termine, sulle prerogative in materia della contrattazione collettiva, sul contributo addizionale dello 0,50%, e su altre materie di rilevante interesse.

 

Con la Circolare n.17 del 31 ottobre 2018 il Ministero del lavoro fornisce le prime indicazioni interpretative in merito alle novità introdotte dal c.d. "Decreto dignità" alla disciplina del contratto di lavoro a tempo determinato e della somministrazione di lavoro, con l'obiettivo di favorirne l'uniforme applicazione, anche in considerazione delle richieste di chiarimento ricevute in proposito.
In particolare, viene chiarito che:
1) per stabilire se ci si trovi in presenza dell'obbligo della causale si deve tener conto della durata complessiva dei rapporti di lavoro a termine intercorsi tra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore, considerando sia la durata di quelli già conclusi, sia la durata di quello che si intende eventualmente prorogare. Ciò anche se la proroga avviene quando il rapporto non ha ancora superato i 12 mesi;
2) l'ulteriore contratto a termine di 12 mesi in deroga assistita che è possibile stipulare presso le Sedi dell'ITL una volta raggiunto il limite massimo di durata del contratto a termine, va considerato un rinnovo ed è quindi soggetto all'obbligo della causale;
3) non è possibile prorogare un contratto a tempo determinato modificandone la motivazione, in quanto ciò darebbe luogo ad un nuovo contratto a termine ricadente nella disciplina del rinnovo, anche se ciò avviene senza soluzione di continuità con il precedente rapporto;
4) i contratti collettivi nazionali, territoriali o aziendali stipulati dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale (secondo la definizione degli stessi contenuta all'articolo 51 del d.lgs. n. 81/2015) potranno continuare a prevedere una durata diversa, anche superiore, rispetto al nuovo limite massimo dei 24 mesi. Le previsioni contenute nei contratti collettivi stipulati prima del 14 luglio 2018, che - facendo riferimento al previgente quadro normativo - abbiano previsto una durata massima dei contratti a termine pari o superiore ai 36 mesi, mantengono la loro validità fino alla naturale scadenza dell'accordo collettivo;
5) la contrattazione collettiva non ha invece alcuna facoltà di intervenire sul nuovo regime delle condizioni (causali);
6) è confermata la possibilità che il termine del rapporto di lavoro continui a desumersi indirettamente in funzione della specifica motivazione che ha dato luogo all'assunzione, come in caso di sostituzione della lavoratrice in maternità di cui non è possibile conoscere, ex ante, l'esatta data di rientro al lavoro, sempre nel rispetto del termine massimo di 24 mesi;
7) il contributo addizionale dello 0,50% va applicato ad ogni rinnovo contrattuale in sommatoria ai precedenti eventualmente già applicati;
8) nessuna limitazione è stata introdotta per l'invio in missione di lavoratori assunti a tempo indeterminato dal somministratore. Pertanto in questo caso, tali lavoratori possono essere inviati in missione sia a tempo indeterminato che a termine presso gli utilizzatori senza obbligo di causale o limiti di durata, rispettando tuttavia i limiti percentuali (30%);
9) il limite temporale della durata massima complessiva di 24 mesi opera tanto in caso di ricorso a contratti a tempo determinato quanto nell'ipotesi di utilizzo mediante contratti di somministrazione a termine. Ne consegue che, raggiunto tale limite, il datore di lavoro non potrà più ricorrere alla somministrazione di lavoro a tempo determinato con lo stesso lavoratore per svolgere mansioni di pari livello e della medesima categoria legale;
10) in merito all'eventuale obbligo della causale in caso di somministrazione a termina con lavoratori assunti a termine dall'agenzia, possono verificarsi le seguenti situazioni:
- in caso di precedente rapporto di lavoro a termine di durata inferiore a 12 mesi, un eventuale periodo successivo di missione presso lo stesso soggetto richiede sempre l'indicazione delle motivazioni in quanto tale fattispecie è assimilabile ad un rinnovo;
- in caso di precedente rapporto di lavoro a termine di durata pari a 12 mesi, è possibile svolgere per il restante periodo e tra i medesimi soggetti una missione in somministrazione a termine, specificando una delle causali;
- in caso di un periodo di missione in somministrazione a termine fino a 12 mesi, è possibile per l'utilizzatore assumere il medesimo lavoratore direttamente con un contratto a tempo determinato per una durata massima di 12 mesi indicando la relativa causale;
11) mantengono la loro validità fino alla naturale scadenza del contratto collettivo, sia i limiti quantitativi eventualmente fissati per il ricorso al contratto a tempo determinato sia quelli fissati per il ricorso alla somministrazione a termine;
12) i rinnovi e le proroghe dei contratti in corso al 14.07.18 effettuati entro il 31.10.18, sono soggetti alla vecchia disciplina del tempo determinato. I contratti a termina stipulati (per la prima volta) dal 14.07.18 sono invece immediatamente soggetti alla nuova disciplina.

×

Attenzione

 

I Commenti sono riservati ai Soci CNA.

Per accreditarsi come Socio cliccare in cima a questa pagina sulla scritta "ACCESSO ASSOCIATI" oppure utilizzare il seguente link

Condividi questo contenuto

Vuoi approfondire senza impegno questo argomento o semplicemente richiedere informazioni?

Contattaci compilando il modulo sottostante

Rispondiamo sempre a tutte le mail!

Bandi e Opportunità