Normative e Servizi

Disposizioni dell’area fiscale tratte dal Decreto Legge 12 luglio 2018 n.87 - in vigore dal 14 luglio 2018

Recupero del beneficio dell’iper ammortamento in caso di cessione o delocalizzazione degli investimenti

Viene previsto l’intero recupero degli iper ammortamenti goduti (no super), nel caso in cui i beni agevolati siano ceduti a titolo oneroso, o destinati a strutture produttive situate all’estero, entro il periodo di fruizione dell’agevolazione. Cambia quindi radicalmente la norma in essere, e nel caso di cessione o trasferimento dei beni all’estero entro il periodo di fruizione dell’agevolazione, il contribuente, attraverso una variazione in aumento del reddito imponibile, dovrà restituire l’intera agevolazione goduta fino a quel momento. La variazione in aumento interverrà nella DR relativa al periodo nel quale è stata posta in essere la cessione o il trasferimento dei beni, non sono previste sanzioni e interessi.

La restituzione dell’iper ammortamento non è dovuta quando:

  • la cessione o trasferimento dei beni avviene successivamente al termine di fruizione della maggiorazione del costo;
  • la cessione del bene iper ammortizzabile è “sostituita” da altro bene iper ammortizzabile (ai sensi dei commi 35 e 36 della legge di stabilità anno 2018).
  • lo spesometro relativo al terzo trimestre 2018 può essere trasmesso telematicamente all’Agenzia entro il 28 febbraio 2019, in luogo del 30 novembre (la scadenza, infatti, è entro il secondo mese successivo al trimestre), ossia nello stesso termine previsto per l'invio dei dati del quarto trimestre;
  • per i soggetti che optano per la cadenza “semestrale”, i termini sono fissati rispettivamente al 30 settembre 2018 in relazione ai dati del primo semestre ed al 28 febbraio 2019 per l’invio dei dati relativi al secondo semestre.

La nuova disposizione trova applicazione per gli investimenti effettuati successivamente alla data di entrata in vigore del decreto.

Disposizioni in materia di accertamento sintetico e redditometro

Sono introdotte disposizioni finalizzate alla revisione del redditometro attraverso l’abrogazione del decreto 16 settembre 2015 che individua le modalità applicative dell’accertamento sintetico delle persone fisiche (redditometro), di cui all’art. 38 comma 5 DPR 600/1973, nello specifico gli elementi indicativi di capacità contributiva.

La norma abrogativa rende inefficaci le disposizioni di tale decreto per i controlli da effettuare in relazione al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2016 e seguenti.

Restano, invece, ancora applicabili le disposizioni del decreto agli inviti per fornire dati e a comparire in relazione alle annualità precedenti il 2016 ed agli atti già notificati anche se riferiti ad annualità successive al 2015, né sarà possibile chiedere il rimborso di somme già pagate.

L’abrogazione del Decreto del 16 settembre 2015 è accompagnata dall’introduzione di un’integrazione al comma 5 dell’art.38 DPR 600/1973 che, confermando la revisione biennale degli elementi indicativi di capacità contributiva, prevede che gli stessi siano predisposti dopo aver sentiti l’ISTAT e le associazioni dei consumatori.

Pertanto, fino all’anno 2015 continua ad applicarsi il vigente redditometro mentre per le annualità successive verranno introdotte altre modalità.

Si sottolinea che non è stato oggetto di modifica il comma 4 dell’art.38, il quale prevede la possibilità di determinazione sintetica del reddito complessivo sulla base delle spese sostenute dal contribuente nel corso del periodo d‘imposta.

Disposizioni in materia di invio dei dati delle fatture emesse e ricevute (c.d. Spesometro)

Nuovi termini per lo spesometro 2018. Con il decreto in esame viene, infatti, “ridefinita” la tempistica concernente l'obbligo di trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate dei dati delle fatture emesse e ricevute (il c.d. “spesometro”), di cui all' articolo 21 del D.L. 78/2010. Obbligo, peraltro, già giunto al capolinea per effetto della legge di Bilancio 2018 che ne aveva previsto l’abrogazione a partire dal prossimo 1° gennaio 2019 (articolo 1, comma 916 della L. 205/2017): con l’avvento della fattura elettronica, infatti, l’adempimento diventa superfluo.

Con il novello decreto, dunque, è stato disposto che:

 

lo spesometro relativo al terzo trimestre 2018 può essere trasmesso telematicamente all’Agenzia entro il 28 febbraio 2019, in luogo del 30 novembre (la scadenza, infatti, è entro il secondo mese successivo al trimestre), ossia nello stesso termine previsto per l'invio dei dati del quarto trimestre;

per i soggetti che optano per la cadenza “semestrale”, i termini sono fissati rispettivamente al 30 settembre 2018 in relazione ai dati del primo semestre ed al 28 febbraio 2019 per l’invio dei dati relativi al secondo semestre.

 

 

calendario invii spesometro 2018

 

 

 

Split payment liberi professionisti

Ritorno al passato per lo “split payment”. Per effetto del decreto in esame, infatti, restano fuori dal perimetro del meccanismo i compensi per prestazioni di servizi - rese a P.A. - assoggettati a ritenute alla fonte a titolo di imposta o a titolo di acconto ai sensi dell’articolo 25 del DPR 600/1973. Viene, così, ripristinato l’articolo 17-ter del DPR 633/1972 nella versione antecedente alla modifica apportata dal D.L. 50/2017.

In pratica, i professionisti, in relazione alle operazioni fatturate dal 14/07/2018, torneranno a riscuotere l'Iva sui compensi fatturati alle amministrazioni pubbliche e agli altri soggetti destinatari dello split payment.

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